News

Allarme Efsa, l’olio di colza è un pericolo per i bambini

Lo troviamo nei prodotti da forno e persino nel latte artificiale e nelle pappe pronte per i neonati. L’olio di colza è l’alternativa all’olio di palma che molte aziende stanno prendendo in considerazione. Ora è finito nel mirino dell’Efsa, insieme all’olio di senape, per l’acido erucico. Secondo l’Efsa, questo acido grasso non costituisce un problema di sicurezza per la maggior parte dei consumatori, in quanto l’esposizione media è meno della metà del livello di sicurezza. Può tuttavia costituire un rischio a lungo termine per la salute di bambini di età fino a 10 anni che consumino elevate quantità di alimenti contenenti questa sostanza.

Tenori massimi oggetto di revisione

L’acido erucico è un acido grasso omega-9 monoinsaturo presente nei semi oleosi della famiglia botanica delle Brassicaceae , colza e senape in particolare. La normativa ha già fissato i tenori massimi di acido erucico come contaminante in oli e grassi vegetali, e in alimenti contenenti oli vegetali e grassi aggiunti tra gli ingredienti (50 g/kg). Inoltre i tenori massimi specifici per il latte artificiale e il latte di proseguimento sono stati fissati a cinque volte meno di quello per altri alimenti (10 g/kg). Adesso all’Efsa è stata chiesta una nuova valutazione dei rischi nel contesto di una revisione di questi tenori massimi.

Bambini forti consumatori

Nelle diverse fasce d’età l’esposizione media del consumatore varia da 0,3 a 4,4 mg/kg di peso corporeo al giorno. Ma tra i consumatori con esposizione più elevata, i neonati e altri bambini potrebbero essere esposti sino a un massimo di 7,4 mg/kg di p.c. al giorno. Gli effetti dannosi dell’acido erucico sono principalmente a danno del cuore. L’ingestione di oli contenenti acido erucico può portare nel corso del tempo a una malattia del cuore chiamata lipidosi del miocardio. La patologia è temporanea e reversibile. Altri effetti potenziali osservati negli animali – incluse variazioni di peso del fegato, dei reni e del muscolo scheletrico – si verificano a dosi lievemente superiori.

Necessari altri studi

Per colmare le lacune nei dati, il gruppo di esperti raccomanda di raccogliere ulteriori dati sulle concentrazioni di acido erucico negli alimenti trasformati come pasticceria fine e alimenti per neonati e bambini piccoli. Nuovi studi di tossicità potrebbero anche migliorare la comprensione degli effetti per l’uomo e gli animali, in particolare per gli animali e i pesci da reddito interessati.

Previous post

Nel 2016 aumentati del 37% gli italiani che non possono pagarsi le medicine

Next post

La guerra dei tostapane e lo scivolone della Ue

The Author

Valentina Corvino

Valentina Corvino