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La guerra dei tostapane e lo scivolone della Ue

L’hanno chiamata, molto efficacemente, la guerra del pane. E alla fine hanno vinto gli euroscettici. La Commissione europea ha deciso di non includere asciugacapelli e tostapane nella sua legislazione verde, quella che riguarda l’efficienza energetica, dopo le critiche di quanti ritengono le norme in questo campo eccessive.
La legge è quella che prevede l’adozione di nuovi standard energetici integrando la direttiva Ecodesign, che le aziende saranno obbligate a rispettare, e che le costringe a innalzare i livelli di efficienza energetica, durata, possibilità di riciclo e riparabilità dei prodotti.

Bollitori sì, phon no

Difficile da comprendere, francamente, la scelta della Commissione di includere i bollitori  e gli asciugatori elettrici per le mani e non i  phon, ma tant’è.
Frans Timmermans, vice presidente dell’esecutivo ha tentato di spiegare alla stampa: “Ci basiamo sulle prove. Vogliamo identificare i prodotti con il maggior peso nei consumi energetici. Ecco perché i bollitori sono sulla lista e non i tostapane”.
La comunicazione dell’elenco dei prodotti proposti per l’esame nei prossimi tre anni, era stata sospesa temendo di influenzare l’esito del  referendum sulla Brexit . “Ci sarebbe voluto meno tempo senza le campagne anti-UE, ma ciò che è utile è che abbiamo avuto discussioni reali circa i meriti di queste misure”, ha detto Timmermans. Aggiungendo: “Non è più il tempo in cui la Commissione prende le decisioni e la gente canta in coro ‘grazie alla Commissione’. ”

Industrie e euroscettici esultano

Dopo la fuga di notizie sulle esclusione dei tostapane dalle misure di regolamentazione, Juncker ha guadagnato gli elogi del tabloid tedesco Bild. Secondo Timmermans la commissione non ha ceduto alle pressioni ma diventa difficile credere che sia così se solo si pensa che qualche mese fa aveva fatto sapere che il tostapane a due scomparti era uno degli apparecchi più energivori e, assieme ai phon, avrebbe dovuto essere rivisto in fase di progettazione dalle industrie per renderlo più efficiente dal punto di vista energetico.
Cosa è cambiato da allora?
La polemica è divampata dopo un tweet di un deputato inglese dell’UKip (lo schieramento degli euroscettici di Farage). David Coburn si lamentava  “Ho dovuto inserire 4 volte il mio tost prima che si cuocesse. Grazie Ue”.

Peccato che della direttiva Ecodesign non ci fosse ancora nessuna traccia. E, per diversi elettrodomestici non ce ne sarà neppure in futuro, dopo questa decisione. Con soddisfazione delle industrie e buona pace di chi chiedeva un segnale netto per l’ambiente e per le tasche del consumatore, che l’elettricità la paga cara in Europa. Brexit o non Brexit.

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Riccardo Quintili

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