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Ogm, da oggi l’Italia potrà dire “no”

Il Consiglio dei ministri ha dato attuazione – approvando in esame definitivo il relativo decreto legislativo – alla direttiva europea (2015/412/UE) che dà la possibilità agli Stati membri di limitare o vietare la coltivazione di Ogm sul proprio territorio.

La direttiva da la possibilità agli Stati membri di adottare misure che limitano o vietano in tutto il territorio o in parte di esso la coltivazione di un Ogm o di un gruppo di Ogm in fase di autorizzazione o già autorizzati a livello europeo. In particolare, prevede che gli Stati membri, durante la procedura europea di autorizzazione all’immissione in commercio, possano intervenire in prima battuta chiedendo alla ditta interessata, per il tramite della Commissione, di adeguare l’ambito geografico dell’evento transgenico in modo che la sua coltivazione sia esclusa totalmente o in parte dal proprio territorio nazionale. Nel caso in cui la ditta non accetti l’adeguamento richiesto dallo Stato membro, questo può adottare provvedimenti nazionali che vietano o limitano la coltivazione dell’Ogm in questione sulla base di motivi diversi da quelli già esaminati dall’Efsa nel corso della valutazione del rischio e che sono connessi a: a) obiettivi di politica ambientale; b) pianificazione urbana e territoriale; c) uso del suolo; d) impatti socio-economici; e) esigenza di evitare la presenza di OGM in altri prodotti, fatto salvo l’articolo 26 bis; f) obiettivi di politica agricola; g) ordine pubblico.

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Valentina Corvino

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