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Troppo redditizio per fallire? Il glifosato Monsanto e il cancro

Un intervento chiaro, documentato e in grado di smontare, punto per punto, la propaganda di Monsanto sul glifosato. È quello che Jennifer Sass, senior scientist, Health programm di Nrdc (una Ong ambientalista che opera in tutto il mondo) ha anticipato sul sito della sua associazione e che sta facendo il giro dei media indipendenti in tutto il mondo. La Sass lo terrà quando finalmente sarà convocato il comitato consultivo con il compito di analizzare le conclusioni pro-glifosato dell’Epa, l’Ente di promozione ambientale Usa che ha rimandato più volte l’appuntamento per le pressioni delle lobby proOgm e proGlifosato.

Abbiamo deciso di pubblicare quasi integralmente l’intervento che va sotto il titolo Troppo redditizio per fallire? il glifosato Roudup Ready e il cancro.

 Jennifer Sass ha una competenza altamente specializzata in materia della politica da applicare alle sostanze chimiche degli Stati Uniti. Gran parte del suo lavoro è focalizzato sulla comprensione e sulla spiegazione scientifica del regolamento sulle sostanze chimiche tossiche e le questioni legali nascoste dietro i regolamenti che sono coerenti con la scienza, la politica sanitaria, e il diritto ambientale. La Sass porta spesso la sua testimonianza ai briefing per i membri del Congresso e ai comitati consultivi federali ed è docente presso il Dipartimento di salute ambientale e occupazionale della George Washington University. Ha conseguito un master e un dottorato in anatomia e biologia cellulare presso l'Università di Saskatchewan e ha svolto un lavoro post-dottorato in tossicologia presso l'Università del Maryland. Vive a Washington

Jennifer Sass ha una competenza altamente specializzata in materia della politica da applicare alle sostanze chimiche degli Stati Uniti. Gran parte del suo lavoro è focalizzato sulla comprensione e sulla spiegazione scientifica del regolamento sulle sostanze chimiche tossiche e le questioni legali nascoste dietro i regolamenti che sono coerenti con la scienza, la politica sanitaria, e il diritto ambientale. La Sass porta spesso la sua testimonianza ai briefing per i membri del Congresso e ai comitati consultivi federali ed è docente presso il Dipartimento di salute ambientale e occupazionale della George Washington University. Ha conseguito un master e un dottorato in anatomia e biologia cellulare presso l’Università di Saskatchewan e ha svolto un lavoro post-dottorato in tossicologia presso l’Università del Maryland. Vive a Washington

 

 

Fin dall’inizio del 2015, quando gli esperti di valutazione del cancro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità presso l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) hanno stabilito che il glifosato “probabilmente” ha causato il cancro negli esseri umani, la lobby dell’industria agrochimica è partita all’offensiva. Facciamo solo pochi esempi:

▪    l’Epa (l’Ente di Protezione ambientale) della California è stata citata in giudizio dalla Monsanto per aver fatto riferimento alla classificazione del cancro della IARC come base per aver inserito il glifosato nella lista delle sostanze cancerogene della California;
▪    gli scienziati statunitensi che hanno lavorato nel panel IARC sono ora sotto pressione attraverso citazioni legali della Monsanto;
▪    i repubblicani nel Congresso degli Stati Uniti hanno messo in discussione il finanziamento a favore dello IARC da parte del National Institutes of Health (NIH) (l’istituto per la salute Usa).

Eppure quasi 100 scienziati provenienti da 25 paesi hanno scritto per sostenere la valutazione dello IARC.

È in questa atmosfera politicamente aspra che la US Environmental Protection Agency (EPA) sta riesaminando la sua approvazione alla registrazione del glifosato, compresa una valutazione dei suoi potenziali rischi di cancro. Purtroppo per la salute pubblica, il progetto di valutazione di EPA ha concluso che il glifosato “non è probabile che sia cancerogeno nell’uomo”.

Il progetto di valutazione dell’EPA dovrà presto essere revisionato dal gruppo scientifico consultivo. Sarò presente all’incontro – che è già stato rinviato a causa di interferenze e pressioni da parte dell’industria agrochimica – e fornirò le mie osservazioni.

I passi falsi dell’Epa

I miei commenti al pannello consultivo scientifico spiegheranno che:

▪    EPA ha violato le proprie linee guida sul cancro respingendo le evidenze che provochi il linfoma non-Hodgkin (NHL) nelle persone. Anche una meta-analisi di numerosi studi epidemiologici – sponsorizzato dall’industria agrochimica – ha evidenziato un rischio statisticamente significativo di tumori NHL per gli individui esposti al glifosato esposti rispetto a quelli mai esposti. L’analisi di IARC ha riportato risultati simili.
▪    EPA ha violato le proprie linee guida sul cancro quando respinge le evidenze di cancerogenicità in studi su roditori. Le linee guida Cancer ammettono che un test di tendenza statistico o una prova a coppie è sufficiente a stabilire la significatività statistica.
▪    EPA in alcuni casi ha invocato studi forniti dall’industria agrochimica, senza aver mai aver avuto sottomano gli studi originali.

Sono lieto che l’EPA abbia richiesto più dati e più controllo per valutare pienamente i prodotti formulati contenenti glifosato, data la tossicità dei tensioattivi come polietossilato (POE) tallowamine. In realtà, una relazione presentata a USDA nel 1997 – venti anni fa – ha avvertito che tensioattivi aggiunti ai prodotti di glifosato li rendevano molto più tossici, e che pochissime informazioni sulla tossicità sono disponibili sui prodotti formulati. All’inizio di quest’anno, nel mese di luglio 2016, gli stati membri europei hanno votato per vietare il POE-tallowamine nei prodotti a base di glifosato, tra cui Roundup. Tuttavia, qui negli Stati Uniti continua ad essere consentito come ingrediente “inerte”, in sostanza, non regolamentata in prodotti pesticidi, nonostante la possibile tossicità.

L'andamento esponenziale dell'uso di glifosato nei campi Usa di mais, soia, grano e cotone
L’andamento esponenziale dell’uso di glifosato nei campi Usa di mais, soia, grano e cotone

La resistenza e l’uso di pesticidi

Il massiccio uso di glifosato ha portato ad una diffusa resistenza delle infestanti, il che lo rende molto meno efficace come diserbante. Ma, questo, purtroppo, non ha portato a una riconsiderazione delle pratiche agricole che hanno creato il problema. Invece di affrontare la gestione delle infestanti con un approccio più integrato, come la rotazione delle colture e colture di copertura, Monsanto e altre aziende agrochimiche stanno semplicemente spingendo nuovi mix chimici.
Il risultato di tutto questo uso di erbicidi, è un sistema agricolo che riempie le casse aziendali di Monsanto e di altre aziende agrochimiche, lasciando agli agricoltori i prodotti chimici più tossici.

Cambiare strada

Per proteggere il pubblico, gli agricoltori e le loro famiglie dai pesticidi tossici come il glifosato, l’EPA e gli altri responsabili politici hanno bisogno di cambiare rotta. Piuttosto che l’approccio approvare ora e fare i test dopo, l’EPA ha bisogno di iniziare davvero a guardare a questi prodotti antiparassitari con un livello più profondo di controllo, tra cui possibile tossicità degli ingredienti nei prodotti finali formulati, i potenziali impatti di diversi pesticidi utilizzati in combinazione uno con l’altro, e gli impatti a lungo termine sugli organismi benefici come gli impollinatori.

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Riccardo Quintili

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