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Ferrero tenta di convincere la Fda che Nutella non è un dessert

Mentre in Italia conduce una battaglia, a colpi di spot (e articoli di giornali difficili da distinguere dalle pubblicità), in favore dell’olio di palma, negli Stati Uniti la Ferrero si trova a dover fronteggiare una guerra un po’ più impegnativa. Sembrerà strano ma la disputa si centra su un dettaglio che potrebbe sembrare insignificante: la Nutella è un dessert o un ingrediente utilizzato per la prima colazione?
Una questione tutt’altro che di lana caprina, visto che per la Food and Drug Administration rientra nei dessert e la porzione di Nutella  abitualmente consumata dagli americani è di 2 cucchiai, mentre per Ferrero, che la considera al pari della marmellata e del miele un alimento da “breakfast”, i cucchiai consumati sono uno.
Per quanto possa sembrare paradossale che proprio la Ferrero chieda all’Autorità Usa di non esagerare con le dosi di Nutella, la questione ha un significato se si pensa che negli importi di riferimento abitualmente consumati, i cosidetti Racc, finiscono in confezione gli zuccheri, i grassi e gli altri elementi nutrizionali in base alla dose considerata “normale”. E per Nutella scendere da due a un cucchiaio significherebbe rendere decisamente più attraente la crema per milioni di americani.
Per questa ragione Ferrero ha chiesto alla Food and drug administration di considerare il suo prodotto non più un dessert. E la Fda da oggi ha cominciato a raccogliere pubblicamente commenti per stabilire come debba considerare la Nutella. Tra 60 giorni il verdetto.

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Roberto Quintavalle

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