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Scuole, quante resisterebbero ad un terremoto?

Roma, Viterbo, Rieti, L’Aquila, Spoleto, Macerata, Ascoli Piceno, Urbino e Perugia. Dopo il terremoto registrato la mattina del 30 ottobre, è lunga la lista delle scuole chiuse per permettere ai responsabili della sicurezza di fare le verifiche tecniche necessarie. Soprattutto perché il patrimonio edilizio del nostro Paese è datato e non sufficientemente controllato.

Più di una scuola su 10 ha lesioni strutturali

Parlano da sé i dati del monitoraggio civico condotto da Cittadinanzattiva su 150 istituti del nostro Paese. Nel 15% delle scuole sono state riscontrate lesioni strutturali, in gran parte (73%) sulla facciata esterna, nel 27% negli ambienti interni. I distacchi di intonaco sono stati riscontrati nel 38% delle segreterie, nel 23% delle sale professori, nel 21% dei corridoi, nel 16% dei bagni, nel 14% delle palestre e delle aule, nel 13% delle aule computer, nel 10% dei laboratori, nel 9% delle biblioteche, nell’8% delle mense. I segni di fatiscenza interessano invece il 33% delle segreterie, il 27% dei bagni, il 25% delle palestre, il 21% dei corridoi, il 17% delle sale professori, il 14% delle aule computer e delle aule, il 10% dei laboratori e delle mense, il 9% delle biblioteche.

Una scuola su sei presenta uno stato di manutenzione del tutto inadeguato e solo il 5% è in ottimo stato. L’81% dei RSPP (Responsabile del Servizio di Protezione e Prevenzione) o dei Dirigenti ha chiesto interventi manutentivi all’ente proprietario, ma ben in un caso su quattro non è stato effettuato alcun intervento. Nel 14% è stato effettuato con molto ritardo, nel 52% con qualche ritardo e solo nell’8% dei casi tempestivamente. Una scuola su quattro ha chiesto interventi di tipo strutturale che, quasi in un caso su tre (29%), non sono stati mai effettuati. Nel 24% dei casi, sono intervenuti con molto ritardo, nel 33% con qualche ritardo e solo nel 14% tempestivamente.

Gaudioso: “Quanti gli edifici sottoposti a verifica sismica?”

“L’attuale Governo ha il merito di aver invertito la rotta dei precedenti anni, investendo per la messa in sicurezza, anche se resta davvero ancora molto da fare”, dichiara Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva. “Crediamo sia doveroso che gli enti locali in questi giorni dichiarino quanti siano gli edifici sottoposti a verifica di vulnerabilità sismica (avrebbero dovuta farla entro marzo 2013!) e l’esito di tali accertamenti; quanti siano gli edifici adeguati sismicamente; ai Dirigenti delle scuole che ne sono sprovvisti chiediamo che provvedano immediatamente a dotarsi di Documento di Valutazione dei Rischi e di Piani di Emergenza, per essere in grado di fronteggiare situazioni emergenziali”.

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Valentina Corvino

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