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Tassa sul permesso di soggiorno: è sproporzionata

Il contributo sul permesso di soggiorno è illegittimo in quanto sproporzionato e d’ostacolo ai diritti degli immigrati. A dirlo è il Consiglio di Stato a cui si era rivolto il Governo contro una sentenza del Tar Lazio che aveva abolito la tassa. Inca e Cgil, infatti, avevano chiesto al tribunale amministrativo di pronunciarsi sulla legittimità del contributo da 200 euro sui permessi Ue per lungosoggiornanti , le cosiddette carte di soggiorno, ma anche il contributo  da 80 o da 100 euro sugli altri tipi di permesso. Il Tar aveva dato ragione al sindacato e il Governo aveva opposto ricorso al Consiglio di Stato.

Adesso la parola fine. Il Consiglio – che a settembre aveva sospeso l’esecutività della sentenza del Tar –  ha respinto il ricorso del Governo e confermato la decisione del Tar. Il contributo sul permesso di soggiorno è illegittimo, in quanto sproporzionato e d’ostacolo ai diritti degli immigrati e quindi non in linea con la normativa europea, come aveva stabilito un anno fa anche la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, alla quale il Tar aveva chiesto chiarimenti.

Con tariffe così alte, ha confermato il Consiglio di Stato, si viola la direttiva europea sui lungosoggiornanti (2003/109/CE ). Non solo perché si fa pagare troppo chi ha già la carta di soggiorno, ma pure perché facendo pagare tanto a ogni rinnovo chi ha un altro tipo di permesso gli si rende più difficile il cammino per arrivare un giorno alla carta di soggiorno. 

Non c’è però da illudersi che la tassa sui rilasci e rinnovi sparisca per sempre. “Le Amministrazioni competenti – scrivono gli stessi giudici  – ridetermineranno l’importo dei contributi, nell’esercizio della loro discrezionalità, in modo tale che la loro equilibrata e proporzionale riparametrazione non costituisca un ostacolo all’esercizio dei diritti riconosciuti dalla direttiva n. 2003/109/CE”. Arriverà insomma un nuovo decreto con tariffe più eque. 

E i soldi pagati finora ingiustamente dagli immigrati? Il governo dovrà “stabilire, secondo i principî dettati dal diritto nazionale ed eurounitario e in sintonia con le competenti istituzioni europee (anche al fine di scongiurare ulteriori procedure di infrazione da parte della Commissione), an, quando e quomodo [se, quando e in che modo ndr] degli eventuali rimborsi agli interessati per le somme versate in eccedenza rispetto al dovuto”.

 

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Valentina Corvino

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