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Pesce e olio italiani: i cibi più contraffatti

Pesce e vino italiano dominano la classifica delle frodi in Europa. A dirlo il primo report del Centro di ricerca della Commissione europea (Joint research council) che ha l’obiettivo di informare i consumatori sull’entità del fenomeno e dare loro gli strumenti adatti a difendersi. Il rapporto – che avrà una cadenza mensile – si basa sui sequestri alimentari che hanno avuto maggiore eco sulla stampa e sulle segnalazioni del sistema di allerta rapido europeo (Rassf).

Per il pesce, la frode più comune è la mancanza di etichettatura di origine. Il rapporto Jrc descrive 3 sequestri. Il primo di 700 kg di tonno rosso e pesce spada potenzialmente provenienti dalla Sicilia e diretti al Nord Italia. Il secondo sequestro, sempre di 700 kg, tra pesce e frutti di mare avvenuto in un porto Sardegna. Il terzo di due tonnellate dal Sud Italia. Anche il vino è tra le merci più contraffatte con circa 50mila litri di vino sequestrati. Poi c’è un altro fiore all’occhiello del made in Italy, l’olio. L’associazione brasiliana Proteste ha chiesto il ritiro dal mercato di alcuni marchi dopo che ha scoperto che otto bottiglie di olio italiano su 20 avevano fallito il test di qualità. Quattro contenevano altri oli vegetali (sostituzione) e altri quattro non hanno superato il test sensoriale previsto per l’olio extra vergine di oliva (errori di etichettatura).

Nel frattempo, Europol e Interpol hanno rilasciato ulteriori dettagli sui risultati di Opson V,  una maxi operazione compiuta in 57 diversi paesi che ha portato al sequestro di 10.000 tonnellate di cibo e di oltre 1milione di litri di bevande che rappresentavano un rischio per la salute umana. Il 66% dei sequestri ha riguardato i condimenti: oli vegetali, aceto, sale, pepe, spezie, varietà di salse e prodotti di stagionatura. In Italia, 7.000 litri di presunto olio extravergine di oliva sono stati sequestrati; in Thailandia 423.000 litri di olio di palma e 1,5 tonnellate di maionese in Colombia. Interpol e Europol hanno evidenziato anche una nuova tendenza: l’aggiunta di solfato di rame e altre sostanze illecite per migliorare l’aspetto e la sensazione di prodotti.
Più di 526 tonnellate di olive, per un valore di 2,5 milioni, sono state sequestrate in Italia dopo essere state ‘dipinte’ con la soluzione di solfato di rame per migliorare il colore verde.

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Valentina Corvino

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