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Pannolini cancerogeni? Pampers smentisce la ricerca francese

“Prodotti cancerogeni nei pannolini per bambini”. Con un titolo del genere il quotidiano di Parigi Le Parisienne non poteva non fare il giro del mondo. Specie se a essere presa di mira  è stata la Pampers, big mondiale del settore.

La notizia, ovviamente, non è sfuggita al Test-Salvagente che ha cercato da subito conferme e confronti con la ditta messa sotto accusa.

Ma vale la pena ripercorrere lo scoop di Le Parisienne di ieri mattina. Il giornale, tanto nell’edizione on line che in quella cartacea lanciava un test condotto – così assicurava nella prima stesura dell’articolo – dall’Asef, l’Associazione  salute e ambiente costituita da medici francesi, che aveva trovato nei pannolini un contenuto di Ipa, idrocarburi policiclici aromatici, di 2 mg/kg. Pe essere più precisi, nei pannolini sono stati rintracciati anthracene e chrysene, due derivati del petrolio classificati come cancerogeni dall’Unione europea.

“Ironia della sorte”, spiegano dal quotidiano di Parigi “gli Ipa sono utilizzati per proteggere la pelle dei più piccoli, e si liberano per l’aggiunta di petrolati”.

Passano le ore, le agenzie internazionali rilanciano la notizia, e arrivano le prime correzioni, almeno sull’edizione on line. A commissionare le analisi non è stata l’associazione che riunisce 2500 medici francesi, ma Love and Green, una ditta concorrente che produce pannolini ecologici.

Arrivano, dunque, i primi dubbi anche sull’attendibilità dei dati, visto che dell’autorevole laboratorio indicato nell’articolo del quotidiano francese non viene citato il nome.

Ma l’allarme è tale che è difficile rimanere neutri, soprattutto se si parla di un componente di uso quotidiano nella vita dei nostri piccoli, destinato a rimanere a contatto con la pelle per tutto il giorno in uno stadio in cui l’organismo è certamente meno protetto. E si tratta di un ingrediente che è all’origine di molte patologie croniche come tumori e infertilità.

Test-Salvagente ha sentito la Faber, l’azienda che produce i Pampers per il nostro mercato (in Italia la produzione avviene nello stabilimento di Pescara). Marco Fabrizio Sambuco, direttore delle relazioni esterne non si è sottratto al contraddittorio e ha sottolineato che non vengono aggiunti idrocarburi aromatici policiclici nei prodotti Pampers.

La premessa, da parte di Pampers, è che: “Tutti gli ingredienti dei nostri pannolini sono strettamente selezionati, controllati e valutati in dettaglio oltre a vantare una lunga storia di uso sicuro, negli anni,  in molti prodotti di largo consumo. I componenti dei prodotti Pampers inoltre rispondono alle stringenti norme europee dettate dal regolamento Reach che ne confermano la sicurezza sia in fase di produzione che di utilizzo”.

L’azienda aggiunge: “Prima di commercializzare un nuovo prodotto vengono condotti  test clinici sia da esperti interni che da pediatri esterni”.

E le accuse al petrolato? Sambuco ci spiega: “Per contribuire a ridurre la possibilità di arrossamenti, derivanti dall’interazione fra urina e feci, arricchiamo i nostri pannolini con una delicata lozione applicata sulla superficie del pannolino. Il petrolato in essa contenuto  è purificato e sicuro per l’uso in prodotti destinati ai bambini. In questo senso i test di sicurezza di Pampers sono stati esaminati  e valutati dal Professor Daniel Hohl, medico e pediatra dermatologo, già presidente dell’associazione europea di dermatologia pediatrica,  che ha certificato la sicurezza dei prodotti Pampers per l’uso sulla pelle dei bambini”.

Possibile che questo componente rilasci Ipa nelle quantità indicate dalla ricerca? L’azienda nega decisamente: “A riguardo del petrolato, il professor Hohl conferma si tratta di un ingrediente inerte non solo usato comunemente in cosmetica ma ampiamente raccomandato da pediatri e dermatologi proprio per proteggere la pelle delicata dei bambini”.

 

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Riccardo Quintili

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