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“Glifosato, c’è stato venduto come biodegradabile ma…”

“Il glifosato? C’è stato venduto come il primo diserbante biodegradabile eppure a mio figlio ha dovuto subire una tracheotomia alla nascita per una grave malformazione dell’esofago e della laringe”. Sabine Grataloup, allevatrice francesce di cavalli, ha denunciato in questi giorni la sua storia e il calvario di suo figlio Theo davanti ai giudici del Tribunale Monsanto dell’Aja che vede “imputato” la multinazionale del biotech accusata da agricoltori, allevatori, apicoltori e attivisti provenienti dai 5 contimenti di aver “inquinato” e “rovinato” la loro salute e quella della loro terra. Sotto accusa anche il glifosato.

“Ho maneggiato il diserbante durante la gravidanza”

Sabine “spargeva” il glifosato sul campo di equitazione “più di 700 mq – ha raccontato alla corte – io ero all’inizio di una gravidanza ma lo ignoravo ancora. La formazione della laringe comincia dalla quarta settimana di gravidanza. Io avevo dato fiducia alla pubblicità che vantava il glisofato come ‘il primo diserbante biodegradabile‘, un prodotto che ho quindi scelto in virtu’ della sua innocuita”. Suo figlio Theo oggi ha 9 anni e, a causa di una malformazione all’apparato respiratorio, “alla nascita ha dovuto subire  una tracheotomia alla nascita, cinquanta anestesie generali, e ha passato i primi sei mesi della vita in rianimazione“, ha raccontato la donna che vive nella regione dell’Alvernia, nel sud est della Francia.

Lo stessa malformazione in Argentina

Se cambiamo Contienente le testimonianze non cambiano. Come quella resa alla corte ad hoc dell’Aja da Maria Ruiz Robledo, di Baigorrita, piccolo borgo di 1.900 abitanti nella provincia di Buenos Aires, Argentina, paese che ha fatto e fa grande uso di glifosato, che racconta la stessa malattia denunciata dall’allevatrice francese:  “Fin dalla nascita la mia piccola Martina è stata affetta da atresia dell’esofago. Subito il medico mi avvertì che che la malformazione riguardava anche altri bambini e mi disse che poteva essere correlata all’esposizione di prodotti chimici, come gli erbicidi impiegati vicino casa mia”.

La moria di api in Messico

Un apicoltore messicano, Feliciano Ucan Poot, ha invece raccontato come il glisofato ha ucciso le sue api e ha denunciato le difficoltà per far riconoscere le sue ragioni davanti alla giustizia nazionale. Per questo insieme ad altre decine di agricoltori, dalla Francia al Bangladesh, dall’Argentina al Burkina Faso, si sono appellati al Tribunale internazionale dell’Aja. “Noi non pronunceremo un giudizio. Daremo un parere consultivo. Più precisamente, verificheremo se le attività della Monsanto sono conformi con il diritto riconosciuto dall’Onu”, ha dichiarato a Le Monde Françoise Tulkens, per quattordici anni giudice alla Corte europea dei diritti dell’uomo.

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Ettore Cera

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