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Unicef: leggi più severe sul marketing alimentare infantile

Secondo un preoccupante rapporto dell’Unicef, cinque bambini su sei sotto i 2 anni di età non ricevono un’adeguata nutrizione per lo sviluppo fisico e cognitivo durante questo periodo così delicato per la loro crescita. Lo riporta il sito foodnavigator.com che rilancia l’invito dell’Unicef ai governi ad emanare una regolamentazione più severa con riferimento ai prodotti per l’alimentazione infantile, ad esempio vietando la promozione inadeguata di generi alimentari e bevande destinate a bambini fino a 36 mesi di età.

Il rapporto disegna un quadro preoccupante soprattutto con riferimento all’alimentazione di bambini dai 6 mesi ai 2 anni, che dovrebbero gradualmente nutrirsi, oltre che con il latte materno, con gli altri alimenti solidi e liquidi che dovranno completare la loro dieta: sembra che un bambino su cinque non riceverà tutti gli alimenti necessari ad uno sviluppo sano e la metà dei piccoli tra i 6 mesi e i 2 anni non avrà il minimo di pasti adatto alla sua età, con il rischio di un arresto della crescita.

Secondo l’Unicef, se i governi devono fare la loro parte, anche il settore privato deve contribuire al miglioramento della situazione: l’industria alimentare – dice il rapporto – deve produrre alimenti complementari nutrienti a prezzi accessibili e creare soluzioni alimentari innovative a beneficio dei bambini, oltre che rispettare la normativa per controllare il marketing, ovvero per assicurare una promozione adeguata dei prodotti in commercio.

L’Unicef ha anche evidenziato l’importanza dell’allattamento al seno, che “salva la vita e dà ai bambini il miglior inizio”. Dopo i 6 mesi, però, è fondamentale il passaggio dall’allattamento esclusivo al seno a una dieta che comprenda anche cibi solidi, semisolidi e morbidi, che assicurano i nutrienti vitali per far crescere il bambino.

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carla tropia

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