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Reumatismi, troppi italiani sottovalutano i sintomi

Possono colpire anche i giovani, non hanno a che vedere con le condizioni climatiche e non si possono prevenire. Le malattie reumatiche, sono diffuse e sconosciute. Secondo le stime, colpiscono oltre 5,5 milioni di italiani, circa uno su dieci, anche se quelli realmente in cura sono appena 1,2 milioni, mentre gli altri ancora in attesa di una diagnosi. Dolori e difficoltà nei movimenti articolari sono i sintomi più frequenti, ma queste malattie interessano anche altre parti del corpo e, se non curate adeguatamente, nel giro di 10 anni la metà delle forme più severe va incontro a una invalidità permanente.

Una diagnosi precoce, che consente di intervenire subito con terapie, permette di rallentare i sintomi, fino ad arrivare in molti casi ad arrestarne la progressione. Per offrire a tutti la possibilità di controlli specialistici, medici e infermieri saranno a disposizione domenica 16 ottobre a Roma per visite e screening gratuiti dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Nazionale Malati Reumatici (Anmar), rientra nell’ambito degli eventi organizzati in occasione della Giornata mondiale del Malato Reumatico, che si celebra ogni anno il 12 ottobre.

Terapia precoce per una vita “normale”

Da sclerodermia ad artrite reumatoide, le malattie reumatiche sono circa 120 e hanno un impatto economico che supera i 4 miliardi di euro l’anno tra costi diretti e perdita di produttività. Basti pensare che una pensione di invalidità ogni quattro concesse in Italia è dovuta a malattie reumatiche.

Le terapie oggi disponibili, sia farmacologica che riabilitativa e chirurgica, consentono di migliorare la prognosi e di conseguenza la qualità della vita dei malati. Spesso però queste malattie – spiega il presidente Anmar Onlus Renato Giannelli – sono accompagnate da tempi lunghi per una diagnosi corretta. L’iniziativa di domenica vuole aiutare a velocizzare questo percorso. Chi vuole potrà anche presentarsi con la propria cartella clinica relativa ad esami pregressi”. In un unico giorno e in un unico luogo, sarà infatti possibile eseguire densitometria ossea, ecografia articolare, capillaroscopia evitando lunghe attese per le prenotazioni e ritirando subito il referto. È inoltre prevista una consulenza reumatologica pediatrica e la giornata sarà inaugurata, alle ore 10.30, da una tavola rotonda che vedrà confrontarsi esperti, pazienti e istituzioni. Ampio spazio sarà dato anche a promuovere l’aderenza alle terapie, attraverso la campagna di sensibilizzazione #IONEPARLO, che ha come testimonial Pinocchio e mira a stimolare un dialogo aperto e sincero con il proprio reumatologo. Il 40% dei pazienti con artrite reumatoide infatti non rispetta le prescrizioni terapeutiche e spesso senza neanche comunicarlo al medico.

Per 1 su 3 sono legate alla vecchiaia

Alla base dell’iniziativa di domenica e, in generale della Giornata mondiale del Malato Reumatico, l’esigenza di diffondere più conoscenza nella popolazione. Oltre la metà degli italiani infatti associa le malattie reumatiche al solo mal di schiena e uno su tre crede che colpiscano solo in età avanzata. È una sostanziale bocciatura in materia quella che emerge da uno studio su circa 4.500 connazionali tra i 20 e i 65 anni attraverso un monitoraggio della rete condotto dall’Osservatorio APMAR (Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare).

Il 34% degli italiani pensa erroneamente che insorgano solo nella terza età e il 32% crede che siano dovute a fattori ambientali come freddo e umidità. Quanto agli effetti, un terzo degli italiani possono solo produrre quei “classici dolori che vanno e vengono col cambio di stagione” ma ignora che portino a una progressiva perdita di autonomia funzionale. Chi ne soffre infatti deve spesso fare i conti con dolore e disabilità, e nelle forme più gravi vede compromessa la possibilità di avere un’occupazione, frequentare gli amici, farsi una famiglia.

Da osteoporosi a sclerodermia

Croniche e invalidanti, le oltre 120 malattie reumatiche costituiscono la prima causa di dolore e disabilità in Europa e sono al secondo posto, dopo quelle cardiache, per danni sociali dovuti alle migliaia di giornate di assenza lavorativa provocate. Tra le più comuni:

ARTROSI: la più frequente malattia reumatica cronica e degenerativa, colpisce quasi 4 milioni di italiani; secondo l’OMS circa il 25% degli adulti sopra i 25 anni è affetto da disabilità e dolore collegati a questa malattia.

OSTEOPOROSI: caratterizzata da ridotta massa minerale e deterioramento del tessuto osseo, con conseguente aumento del rischio di fratture. In Italia ne soffre il 13% della popolazione, in particolare le donne.

SCLERODERMIA: è una malattia autoimmune, dovuta cioè alla presenza di una reazione immunitaria diretta contro gli stessi tessuti dell’organismo. Colpisce soprattutto le donne e la caratteristica clinica più evidente è l’indurimento e ispessimento dei tessuti, che può nel tempo estendersi anche agli organi interni, in particolare polmoni, reni e cuore.

ARTRITE REUMATOIDE: malattia infiammatoria progressiva e invalidante che colpisce circa 350mila persone in Italia, più frequentemente le donne tra 40 e 50 anni. E’ dovuta a una reazione autoimmunitaria, durante la quale cellule immunitarie generano infiammazione distruttiva diretta contro le articolazioni e gli organi interni.

ARTRITE PSORIACA è una malattia infiammatoria autoimmune delle articolazioni associata alla presenza di psoriasi cutanea. Colpisce più gli uomini, in genere fra i 30 e 50 anni.

LUPUS ERITEMATOSO SISTEMICO è una malattia infiammatoria autoimmune e relativamente rara, classificata fra le connettiviti sistemiche, spesso accompagnati da febbre, stanchezza, perdita di peso.

SPONDILOARTRITI sono caratterizzate da un’infiammazione che interessa le piccole articolazioni vertebrali della colonna vertebrale, spalle e anche. Possono colpire giovani adulti di età tra i 20 e i 30 anni.

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Livia Parisi

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