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Brexit, la sterlina va giù e Unilever ritira i prodotti dagli scaffali

A pochi mesi dalla decisione della Gran Bretagna di uscire dall’Unione europea, arrivano le prime pesanti ripercussioni sui consumatori. La multinazionale Unilever, un colosso che detiene centinaia di marchi tra cui Algida, Lipton, Clear, Calvè, Bertolli, Knorr, Badedas e Fissan, ha deciso di ritirare i suoi prodotti dalla popolare catena di distribuzione Tesco nel Regno Uniti. Alla base c’è la richiesta di Unilever di alzare del 10 per cento i prezzi dei prodotti a proprio marchio, per compensare la perdita dovuta alla svalutazione della sterlina. Tesco ha rifiutato e i suoi acquirenti hanno minacciato di avviare una campagna di boicottaggio della crema Marmitte, molto popolare in Inghilterra, di proprietà proprio della multinazionale anglo-olandese, come gli altri 200 prodotti ritirati dagli scaffali. E se Unilever sostiene che è stata costretta ad aumentare i prezzi a causa della perdita di valore della sterlina, e quindi del costo maggiore degli ingredienti importanti, dopo il sì alla Brexit, i critici sostengono che la multinazionale stia utilizzando il voto di giugno come scusa per aumentare i prezzi. I prodotti ritirati, inoltre, sono stati ritirati anche dal sito web di Tesco e non saranno rifornito in negozio quando scaffali sono vuoti.

Materie prime più care

Come riporta il Daily Mail, il direttore finanziario di Unilever, Graeme Pitkethly, afferma che altri clienti hanno accettato l’aumento dei prezzi. Ma altri grossi supermercati sembrano indirizzati verso la chiusura nei confronti di Unilever, che porterebbe ad ulteriori ritiri. La multinazionale si era schierata, durante la campagna referendaria, a favore della permanenza in Ue, mettendo in guardia proprio sui rischi di svalutazione della moneta. Secondo Graeme Pitkethly: “Nel Regno Unito, che rappresenta il 5 per cento del fatturato, i prezzi dovrebbero iniziare ad aumentare per coprire il costo delle merci importate a causa della sterline più debole“.

Le accuse di speculazione

Tra i critici, il deputato conservatore Gerald Howarth, che ha detto: “Penso che sia abbastanza scandaloso che Unilever sta cercando di sfruttare i propri clienti usando un calo del valore della sterlina”.
E una fonte industriale del Daily Mail accusa: “Unilever sta usando Brexit come scusa per aumentare i prezzi, anche su prodotti che sono fatti nel Regno Unito”. Quale che sia la verità sulle intenzioni i Unilever, di certo c’è che la sterlina ha perso nelle ultime settimane il potere di acquisto pre-Brexit, arrivando a pareggiare l’euro. In termini pratici significa che i turisti aumentano allettati dai prezzi più bassi in Inghilterra, ma il costo della vita per gli inglesi cresce laddove serve l’importazione di prodotti o materie prime dall’Estero.

 

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Leonardo Masnata

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