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Concerto Coldplay, il Codacons denuncia TicketOne

Il Codacons ha presentato un esposto alla procura di Milano affinché accerti se TicketOne ha commesso un reato in merito alla vendita dei biglietti per l’atteso concerto che i Coldplay terranno  a Milano il prossimo 3 luglio. La vendita online dei biglietti è iniziata alle 10 del 4 ottobre per i possessori di un’American Express: milioni di fans erano in attesa dell’ora X davanti ad un pc con in mano una carta di credito. Peccato che, arrivato il momento, hanno avviato la procedura di acquisto che non sono mai riusciti a portare a buon fine. “Error internal service” il messaggio che appariva sulla schermata del pc. La faccenda ha smesso di essere segreta quando Selvaggia Lucarelli ha postato sul suo profilo Facebook – più di 900 mila contatti – lo sfogo di due malcapitati che hanno urlato allo scandalo. Dopo 45 minuti di tentativi – racconta uno dei due – ho provato a inserire sul motore di ricerca “Biglietti concerto Coldplay”.  Ho scoperto – continua – che i biglietti, ad un prezzo quasi triplicato, erano disponibili su altri canali di vendita non ufficiali.

Dalla rivendita ufficiale a quella ufficiosa a prezzo triplicato

Il dubbio che avanza anche il Codacons è che l’errore del sistema sia stato montato ad arte per permettere alle agenzie di accaparrarsi tutti i biglietti e rivenderli ad un prezzo maggiorato. Scrive l’associazione dei consumatori: “I prezzi originali previsti dal sito Ticketone erano: 46 euro per gli anelli verde e blu, tra i 57 e i 98 quelli degli anelli più bassi e per il prato, 109,25 il posto più ambito, quello dell’anello rosso numerato. Prezzi decisamente in linea con tutti i grandi concerti che si tengono a Milano. Sul sito Viagogo il prezzo più basso attualmente disponibile è 166,82 euro per un biglietto all’anello verde, circa 3 volte il prezzo originale. Il problema però è che si sale vertiginosamente superando i 200, i 300 euro, fino all’assurda cifra di 1780,94 euro per l’ambito anello rosso, ovvero 16 volte la cifra originale”. Adesso la parola spetta alla procura che dovrà verificare se quelle del Codacons sono o meno accuse reali.

 

 

 

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Valentina Corvino

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