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Ogm di seconda generazione, il consiglio di Stato francese chiede precauzione

Il Consiglio di Stato francese ha sospeso il giudizio sulle nuove tecniche di modificazione genetica delle piante. L’accusa era di produrre “Ogm nascosti” non regolamentati. Una contestazione pesante sulla quale il Consiglio di Stato ha preferito chiedere il parere della Corte di giustizia europea.
A ricorrere erano state nove associazioni e sindacati (Confédération paysanne, Réseau semences paysannes, Amici della Terra, e altre) che contestavano la legittimità di escludere gli organismi ottenuti per mutagenesi dell’ambito di applicazione del regolamento in materia di OGM.
La tecnica della mutagenesi prevede di modificare i geni di una pianta, a differenza di quanto avviene con i transgenici in cui viene introdotto un gene o una sequenza di geni esterni.
La Corte europea dovrà chiarire se organismi ottenuti per mutagenesi degli OGM sono soggetti alle norme previste dalla direttiva del 12 marzo 2001, detta “direttiva OGM”. Tra queste ci sono gli obblighi di registrazione delle varietà geneticamente modificate nel catalogo comune delle specie di piante agricole.
Le piante ottenute per mutagenesi, di solito per renderle tolleranti agli erbicidi, in Francia sono principalmente quelle di colza e girasole. Oggi sarebbero coltivati in questo modo circa 140.000 ettari per il girasole e 22.000 ettari la colza, secondo le ONG che citano una stima da parte del Ministero dell’Agricoltura.
Tanto il governo francese quanto la Commissione europea vorrebbero escludere la mutagenesi dalle norme relative agli OGM non tenendo conto del principio di precauzione. Un rapporto dello scorso anno di Greenpeace citava diversi incontri tra la Direzione generale (DG Salute) e i funzionari degli Stati Uniti avvenuti nell’ambito delle trattative del Ttip. Con evidenti pressioni delle lobby commerciali americane.
Una posizione che oggi sembra decisamente più debole, dopo l’intervento del Consiglio francese.

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Roberto Quintavalle

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