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Bocciata la pubblicità Eurospin… contro la pubblicità

Da noi paghi la qualità dei prodotti e non la pubblicità delle marche famose”. La campagna radio di Eurospin non è andata giù a Centromarca, l’associazione che raggruppa i produttori industriali. E, neppure a dirlo, è stata condannata come “denigratoria” dall’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria. Fin qui quella che si direbbe una sentenza annunciata.

Ora, senza entrare nel discorso complesso sulla qualità (che affrontiamo ogni mese con l’unico strumento non soggettivo, quello del confronto dei prodotti attraverso i test di laboratorio che pubblichiamo sul Test-Salvagente), due riflessioni andrebbero comunque fatte su una sentenza, come quella dello Iap, su cui non è dato sapere di più di quanto l’Istituto pubblica sul sito. Che è la classifica formula sintetica del “Il Giurì, esaminati gli atti e sentite le parti, dichiara che la comunicazione commerciale esaminata è in contrasto con gli artt. 2 e 14 CA e ne ordina la cessazione“.

La prima considerazione è che la pubblicità ha certamente un costo sul prodotto. Mediamente si calcola che il 28% del costo finale di un qualunque prodotto di marca sia legato proprio a tutte le forme di pubblicità (comprese le promozioni). Ed è altrettanto vero che i discount, non avendo generalmente più di una referenza a prodotto (ossia una sola marca di pasta, una di latte, una di pomodoro…) e contando su marchi non pubblicizzati hanno la possibilità in questo modo di fare un primo taglio di costi.

La seconda osservazione, che viene spontanea, è che appare un po’ strano sentire uno spot radiofonico che ci spiega come nei punti vendita Eurospin si paghi il prodotto e non la pubblicità… come se i tanti passaggi radiofonici fossero gratuiti.

 

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Riccardo Quintili

Riccardo Quintili