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L’Efsa assolve il biossido di titanio

L’esposizione al biossido di titanio tramite la dieta non rappresenta un problema per la salute anche se sono necessari ulteriori studi sui possibili effetti sul sistema riproduttivo per poter stabilire una dose giornaliera accettabile. E’ la conclusione cui è giunta l’Efsa nell’ambito del riesame di tutti i coloranti alimentari autorizzati nell’Unione europea prima del 2009.

Nessuna preoccupazione per l’assunzione via orale

Il biossido di titanio è un pigmento comunemente usato per conferire un effetto opaco e un fondo di colore bianco. Trova i suoi principali usi alimentari nella pasticceria, nella panetteria e nelle salse ma si trova anche nei cosmetici e ha molti impieghi industriali. Secondo l’Agenzia europea “i dati tossicologici disponibili sul biossido di titanio non indicano effetti nocivi collegati alla sua assunzione per via orale”. Il motivo principale dell’assoluzione, pur in presenza di pochi studi, è il fatto che esso non viene praticamente assorbito, e resta integro mentre passa attraverso tutto l’apparato digerente, a parte un modesto 0,1% assorbito dall’intestino. Tuttavia, gli esperti del gruppo Ans (sugli additivi e le fonti di sostanze nutritive aggiunte agli alimenti) non sono stati in grado di stabilire una Dga per il biossido di titanio a causa dei dati limitati.

Altri studi per valutare effetti sul sistema riproduttivo

Per quanto riguarda gli usi non alimentari, l’Agenzia fa sapere che “un ristretto numero di studi eseguiti sul biossido di titanio per usi non alimentari indicherebbe possibili effetti nocivi sul sistema riproduttivo” motivo per cui hanno suggerito la necessità di nuove riceerche indipendenti e attendibili. Scrive l’Efsa: “Ulteriori test sul biossido di titanio alimentare, ad esempio uno studio di tossicità di 90 giorni oppure uno studio di tossicità riproduttiva multigenerazionale o studio esteso di tossicità per la riproduzione su una generazione, secondo le attuali linee guida dell’OCSE, contribuirebbero a chiarire i possibili effetti sulla riproduzione e fornirebbero dati più completi per poter stabilire una Dga”.

Attenzione alle forme nano

Stando cosi, le dimensioni nano in cui può presentarsi il biossido di titanio dovrebbero suscitare ancor più preoccupazione. La partita europea sulla sicurezza dei nanomateriali è ancora tutta da giocarsi: due anni l’Ue fa ha fatto partire il progetto “NANoREG” che ha l’obiettivo di armonizzare i tipi di test da effettuare per misurare la sicurezza dei nanomateriali.

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Valentina Corvino

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