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Escherichia Coli, ritirati integratori bio tedeschi venduti anche in Italia

Allerta e richiamo per una gamma di integratori alimentari biologici della marca tedesca Hanoju, che vengono venduti anche in diversi portali italiani su internet specializzati in prodotti naturali. Questa gamma di prodotti è stata ritirata da tutti i punti vendita e dai negozi on line su internet, perché nel corso delle analisi di laboratorio è stato trovato l’Escherichia coli Vtec produttore di shigatossina, un batterio pericoloso responsabile della famosa epidemia dei germogli di fienogreco che in Germania nel 2011, ha colpito centinaia di persone e provocato oltre 50 morti, il ricovero di 4.174 persone, 864 delle quali sono state colpite da un’insufficienza renale acuta, una patologia che spesso si può curare solo con la dialisi. Da allora in Europa è massima allerta sul problema con controlli continui sui prodotti, dopo che l’epidemia da E coli si è guadagnato il secondo posto nella classifica delle intossicazioni alimentari europee dopo la Mucca pazza. Secondo le informazioni raccolte sul sito del portale del governo tedesco “Lebensmittelwarnung.de”, il ritiro è stato deciso volontariamente dalla stessa società proprietaria del marchio, durante i controlli interni. Nello specifico si tratta dei prodotti “Bio Erba d’orzo” in compresse da 180, 250, 500, 600, 1000 e 2000, lotti n° 525 817 e 529 918 aventi scadenza minima 15/09/2017 e 26/10/2017.

La nota dell’azienda

L’azienda ha diffuso la seguente nota: ” Caro cliente Hanoju, come avrete visto nelle ultime settimane sul nostro sito web, le nostre compresse di “erba di grano” sono state richiamate. Non possiamo escludere, in questa fase che questi prodotti dell’azienda Hanoju, sono contaminati da batteri E. coli, che hanno la capacità di formare verotossina (Vtec). Questo patogeno può causare diarrea, nausea, vomito e febbre nei singoli casi. Dal momento che abbiamo la nostra erba di orzo per le compresse attualmente fornita dallo stesso produttore, abbiamo bisogno di ampliare il richiamo su questo articolo.” Secondo Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, “la cosa più logica sarebbe quella di obbligare i produttori ad una preventiva sterilizzazione di tutti i semi. E’ troppo rischioso affidare ai consumatori la germinazione, senza informarli sulle precauzioni da adottate. Sino ad ora però le etichette dei prodotti non sono cambiate ( Secondo il Canadian Food Inspection la soluzione migliore per evitare problemi è di sterilizzare i semi prima della germinazione con acqua clorata oppure con l’irradiazione; un’alternativa l’immersione in aceto o in acqua calda a 70°C per pochi minuti)”.

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carla tropia

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