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Ecco come fabbricano il miele truffaldino

Sciroppo a base di riso, un po’ di polline e l’aroma giusto per la varietà richiesta. “Ormai in Cina il miele neanche lo raccolgono, lo fabbricano direttamente e una frode del genere è anche difficile da smascherare”. Diego Pagani è il presidente della Conapi, il Consorzio nazionale apicolo che in questi giorni ha lanciato l’allarme: “Nel 2016 è crollata la produzione a causa dei cambiamenti climatici e dell’uso dei pesticidi e l’annata si preannuncia la peggiore da 35 anni a questa parte. Di conseguenza i prezzi aumentaranno e con loro anche il rischio delle frodi“.

Polline, riso e…

Cina e Bulgaria sono i paesi dove maggiormente si concentrano le contraffazioni. Ma i metodi, ci spiega Pagani, sono diversi. L’insidia maggiore è quella cinese: “La contraffazione a base di sciroppo di riso è difficile da scoprire perchè gli zuccheri contenuti sono talmente simili a quelli naturali del miele che anche con le analisi isotopiche – le più specifiche previste, ndr – è complicato smascherarla”. Non solo. I sistemi usati per adulterare il miele cambiano in continuazione e purtroppo “i sistemi analitici sono sempre un passo indietro“.

“Stop al miele bulgaro”

L’altra “fonte” del pericolo viene dalla Bulgaria. “Gli apicoltori aderenti a Conapi non comprano più miele dalla Bulgaria. Devo dire che sporadicamente ci si approvvigiona con il miele bulgaro: negli anni passati alcune partite modeste sono state importate solo per sopperire alla carenza produttiva, in Italia e negli altri paesi a vocazione come Serbia e Ungheria”. Ma da dove nasce il problema? “Può succedere che il miele – spiega Pagani – venga tagliato con sciroppo di zucchero. L’adulterazione avviene in due modi: o viene miscelato al prodotto finale oppure viene usato per alimentare le api duranti il raccolto”. Anche in questo caso si ricorre all’analisi isotopica. “La frode si riconosce però se pensiamo che fino a qualche anno fa agli isotopi si ricorreva in modo limitato e che invece oggi è quasi diventata una prova di routine possiamo capire quanto sia diffusa la pratica di aggiungere zucchero in modo truffaldino“.

La triangolazione e le maglie aperte della Spagna

Il falso miele, nonostante i controlli e le precauzione sull’import adottate dagli apicoltori, spesso trova sponda in operatori compiacenti e in maglie troppo larghe di alcune frontiere. “La triangolazione – aggiunge il presidente Conapi – è la classica operazione attraverso la quale un miele extracomunitario entra illegalmente in un paese membro e diventa comunitario. Purtroppo per quello cinese la Spagna resta una porta troppo aperta ma anche Belgio e Inghilterra dovrebbero vigilare più attentamente”.

Cosa occorrerebbe fare? “Rafforzare i controlli – conclude Pagani – e ripristinare il progetto di monitoraggio BeeNet che è stato fermo in questi due ulitmi anni. SU questo punto il Andrea Olivero, viceministro Mipaaf con delega al settore apistico, si è detto pronto a far ripartire il progetto. Da ultimo ai consumatori un consiglio: fate attenzione all’origine del prodotto e se potete scegliete quello italiano: abbiamo 40 mieli diversi la più vasta varietà di miele al mondo da quest’anno arricchiata anche dal miele di coriandolo“.

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enrico cinotti

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