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Francia, una tassa sul cibo spazzatura per limitare l’obesità

Non solo “sugar tax”. La Francia sta studiando l’introduzione di una tassa sul cibo spazzatura, ovvero un aumento dell’Iva – dal 5,5% al 20% – per quei prodotti preconfezionati che contengono più calorie e hanno una qualità nutrizionale scarsa. A proporre la misura è il ministero dell’Economia e Finanza d’Oltralpe preoccupata per il crescente costo sociale dell’obesità: secondo uno studio dello stesso dicastero, il problema dei chili di troppo è arrivato a coinvolgere 25 milioni di francesi. Un fenomeno che costa al Paese 20,4 miliardi l’anno, per lo più costi sanitari  legati, per esempio, alle spese per diabete e ipertensione.

Due imposte inefficaci

La Francia ha attualmente due imposte nutrizionali, applicate a prodotti ben definiti. Ma il loro impatto sui consumi (e sulla salute pubblica) è stato debole. Una imposta, sulle bevande zuccherate e dolcificate, ha portato alle casse statali poco meno di 400 milioni di euro nel 2014, mentre l’altro, sulle bevande energetiche come le RedBull,  ha fatto incassare solo 3 milioni di euro rispetto ai 65 milioni ipotizzati, questo “grazie” ad uno escamotage applicato dalle aziende produttrici che hanno abbassato i contenuti di caffeina per non incorrere nella tassa.

Oltre all’aumento della tassazione, il Ministero dell’Economia francese sta prendendo in considerazione altre misure anti-obesità, come l’esecuzione di campagne di prevenzione mirate oppure il divieto di pubblicizzare i prodotti alimentari non salutari per i bambini. Infine, se il progetto diventerà legge potrebbero trovare posto anche aiuti sociali per le famiglie più bisognose per controbilanciare i rincari di questi alimenti.

 

 

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Valentina Corvino

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