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Vacanze rovinate? Ecco come reclamare

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La guida “Viaggiare sicuri” del Test-Salvagente per tenere a portata di mano i propri diritti anche in vacanza si può ricevere gratuitamente a casa, cliccando qui

Insieme a settembre è arrivata la fine delle ferie per la maggior parte degli italiani. Purtroppo non tutti  hanno potuto godere pienamente delle loro vacanze, come dimostra la top ten dei disagi che ha stilato il Codacons in base alle segnalazioni ricevute quest’estate.  Al primo posto con il 19% delle lamentele c’è il cibo negli alberghi: la maggior parte dei consumatori lamenta la scarsa qualità del cibo fornito dagli alberghi. Con croissant o brioches non fresche, frutta non matura ed in genere con poca scelta. L’aspetto culinario viene seguito da un evergreen del fastidio, i bagni nei campeggi: sporchi e senza carta igienica. Il terzo posto è occupato da un problema che a dire il vero è presente tutto l’anno, il ritardo dei treni, mentre l’assenza di wi-fi e di aria condizionata nelle stanze degli alberghi risulta un fastidio non da poco. Tra gli altri disguidi segnalati ci sono l’assenza di servizi extra come noleggio bici o parcheggio, gli alti costi degli ombrelloni nei lidi, la mancanza di un forno negli appartamenti affittati e la mancanza di mezzi di trasporto destinati al luogo di villeggiatura. Molti di questi disguidi riguardano i pacchetti turistici “tutto compreso”. Per chi avesse riscontrato dei problemi durante il proprio soggiorno, ecco alcuni dei consigli per rivalersi contenuti nella guida gratuita “Viaggiare sicuri” distribuita gratuitamente dal Test-Salvagente.

IL “RESPONSABILE”

Responsabile del pacchetto, anche se i singoli servizi sono forniti da imprese diverse, è il tour operator o il venditore. Entrambi sono chiamati congiunta- mente o alternativamente a rispondere di eventuali inadempienze. Proprio per questo, chi acquista il pacchetto ha diritto a conoscerne il recapito per inviare un reclamo durante la vacanza o chiedere un risarcimento al rientro; e ha anche diritto a co- noscere un numero d’emergenza cui rivolgersi per assistenza in caso di difficoltà.

CHE FARE IN CASO DI DISAGI

I disservizi di cui si può essere vittime sono vari. Tra i più frequenti ci sono i casi in cui la struttura alberghiera prenotata non rispetta le promesse del catalogo: la camera non è quella richiesta, non c’è l’aria condizionata, la colazione non è servita in albergo ma in una struttura esterna, non c’è la spa che avevamo visto in foto, e via dicendo. In questi casi l’organizzatore ha l’obbligo di predisporre soluzioni alternative senza supplemento di prezzo a carico del consumatore. Se ciò non avviene sarà possibile chiedere il rimborso una volta tornati a casa. In tutti i casi è bene “raccogliere le prove” dei disservizi, documentando le carenze della struttura con foto e video che andranno a corredare il reclamo e l’eventuale richiesta giudiziale di risarcimento del danno.

RECLAMO SCRITTO

La prima cosa da fare in caso di disservizi durante la vacanza è contattare immediatamente l’organizzatore o, eventualmente, il suo rappresentante locale. Sta a loro, infatti, intervenire per risolvere il problema. Se però la soluzione non si trova e il disservizio persiste, meglio – come detto – raccogliere tutte le prove possibili mediante foto, filmati e testimonianze e inviare un dettagliato reclamo al tour operator o all’agenzia una volta tornati a casa: si ha tempo 10 giorni per spedire una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno e denunciare “l’inesatto adempimento e le difformità dagli standard qualitativi del servizio promessi o pubblicizzati” e chiedere quindi un indennizzo. Attenzione, l’invio della raccomandata con ricevuta di ritorno entro e non oltre 10 giorni lavorativi dalla data del rientro è considerato in molte sentenze della Cassazione facoltativo e serve per denunciare gli inadempimenti al fine di favorire una soluzione in via stragiudiziale. Quindi, anche in mancanza di invio o in caso di mancato rispetto del termine, il turista non perde i suoi diritti e può ugualmente agire in giudizio per ottenere il risarcimento del danno.

RISARCIMENTO DEL DANNO

Si ha diritto al risarcimento del danno quando il tour operator o l’agenzia non riescono a dimostrare di aver esattamente adempiuto ai suoi obblighi (derivanti dal contratto che ha a oggetto il pacchet- to turistico “tutto compreso”) secondo un criterio medio di diligenza. Si può chiedere il risarcimento sia per i danni patrimoniali (per maggiori spese sostenute non previste) che per i danni morali da “vacanza rovinata” (sofferenze psichiche, stress, disagi, turbamenti), desumibili dalla mancata realizzazione della “finalità turistica” del pacchetto acquistato.

 

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Lorenzo Misuraca

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