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L’accesso agli studi sul glifosato? Solo marketing inutile della Monsanto

“Un’azione di marketing che non aiuterà i ricercatori a svelare la vera pericolosità del glifosato”. “Un livello senza precedenti di accesso, che protegge gli interessi commerciali legittimi delle imprese”
La decisione della lobby pro-glifosato di concedere l’accesso del pubblico tramite sale di lettura degli studi di proprietà sulla sicurezza del diserbante tanto contestato in Europa e negli Usa è oggetto di un nuovo scontro tra Monsanto e Ong.
Il glifosato, va ricordato, è stato autorizzato “temporaneamente” nella Ue a fine giugno, quando la  Commissione europea ha deciso di concedere altri 18 mesi d’uso, fino a quando la European Chemicals Agency (ECHA) darà un parere sul merito.

Gli studi sul glifosato? Consultabili in una sala lettura

Nel frattempo, la glifosato Task Force (GTF), un consorzio di aziende che promuovono il rinnovo dell’autorizzazione europea, ha deciso di facilitare l’accesso pubblico a 71 studi di settore sulle proprietà tossicologiche sull’erbicida .
EurActiv.com riporta che la decisione di consentire l’accesso a questi studi è stata in parte decisa sulla base delle osservazioni fatte dal Commissario Salute Vytenis Andriukaitis negli ultimi mesi.

“La Monsanto fa solo marketing”

Greenpeace, che sostiene il divieto totale del glifosato, ha espresso preoccupazione per il fatto che gli studi possano essere consultati solo in una sala di lettura. Marco Contiero, direttore del settore alimentazione e agricoltura dell’associazione chiede trasparenza totale: “Gli studi sulla sicurezza delle sostanze chimiche a cui gli esseri umani e l’ambiente sono costantemente esposti devono essere resi pubblici, come richiesto dalla legge europea”, ha sottolineato.
Il problema, come evidenzia il direttore dell’associazione, è rendere pienamente accessibili questi report agli scienziati indipendenti, come ad esempio coloro che lavorano per l’agenzia di ricerca sul cancro dell’Organizzazione mondiale della sanità, per valutare la sicurezza del glifosato.
In sala lettura, invece, si potrebbe consultare solo una selezione di questi studi, scelta dalle multinazionali.
Un’operazione di pura facciata, insomma, per gli ambientalisti.

Irragionevoli, abbiamo diritto al segreto commerciale

Non per la Monsanto che per bocca di Brandon Mitchener, direttore Affari pubblici per la Monsanto Europe, critica le Ong che si rifiutano di riconoscere qualsiasi possibilità di informazioni commerciali riservate. E attacca: “Questa è una posizione irragionevole che non è condivisa da alcun governo al mondo […]. il diritto comunitario riconosce esplicitamente il diritto delle imprese a mantenere alcuni dati riservati a livello competitivo “.

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Riccardo Quintili

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