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Olio di palma: le coltivazioni danneggiano pesantemente l’ecosistema

Sostituire foreste tropicali di pianura con piantagioni di palma da olio può danneggiare 11 su 14 funzioni di un ecosistema sano, alcune in modo irreparabile. A dirlo è uno studio condotto da un team di ricercatori guidati da Claudia Dislisch, dell’Università tedesca di Göttingen. Secondo i ricercatori le piantagioni di palma dovrebbero essere stabilite solo in paesaggi adatti alla conversione.  Secondo quanto riportato dal portale FoodNavigator, lo studio è uno dei primi pezzi definitivi di ricerca sull’impatto della coltivazione della palma da olio e della sostituzione di grandi aree di pianura della foresta tropicale con piantagioni. Riunisce circa tra 1.000 studi scientifici e relazioni, per valutare i danni a 14 funzioni importanti per l’ecosistema, compresa la produzione di gas e il cambiamento climatico, l’approvvigionamento idrico e la sua regolazione, la moderazione degli eventi estremi e la fertilità del suolo.

Unica funzione positiva: quella commerciale

L’unica funzione con un effetto positivo è stato la fornitura di cibo e materie prime, mentre gli effetti sulla impollinazione erano poco chiari (perché i dati a disposizione era troppo incompleti). Anche gli effetti sul controllo biologico sono stati ritenuti inconcludenti e avevano bisogno di più dati perché la funzione è fortemente dipendente dalla diffusione di specie infestanti. Ogni altra funzione è risultata essere influenzata negativamente dalle piantagioni di olio di palma che insistono su aree boschive.
Claudia Dislich sottolinea: “L’unica funzione d’ecosistema che aumenta con la piantagioni di palma da olio è, ovviamente, la produzione di beni commerciabili.”
Lo studio – uno sforzo congiunto tra l’Università di Göttingen, il Centro Helmholtz per la ricerca ambientale (UFZ) a Lipsia e Bogor Agricultural University in Indonesia – avviene in un momento in cui la stessa Unione europea sembra indirizzata a sostenere l’obiettivo del 100% di olio di palma sostenibile. E anche a livello internazionale la polemica è aspra, come nel caso della riammissione del colosso indonesiano Ioi alla Tavola rotonda per l’olio di palma sostenibile.

 

Come limitare i danni

Gli studiosi, ad ogni modo, sostengono  che il danno può in una certa misura essere ammortizzata: Il modo migliore per smettere di emettere gas serra provenienti da coltivazioni di olio di palma è limitare la coltivazione ad aree con scorte basse o moderate di carbonio. “In particolare, ciò richiederebbe fermare lo sviluppo di nuove piantagioni su terreni di torba, dato che l’ossidazione e gli incendi di torba sono le più grandi fonti di emissione di gas serra collegate all’olio di palma. Oltre a questo bisogna estendere e rinforzare l’applicazione della moratoria in corso sulle nuove concessioni dentro foreste primarie”, hanno detto i ricercatori, aggiungendo: “Per gradi variabili, misure specifiche di gestione della piantagione possono prevenire o ridurre le perdite di alcune funzioni dell’ecosistema (ad esempio evitare il disboscamento illegale attraverso il fuoco, usando fertilizzanti integrati, colture di copertura, pacciamatura, e compost). “

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