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I compiti delle vacanze? Spesso sono una tortura inutile

Passato ferragosto i bambini sentono più vicino il ritorno tra i banchi scolastici: manca poco meno di un mese all’inzio della routine invernale (il 5 settembre suona la prima campanella per gli studenti di Bolzano e a seguire quella per gli altri tra il 12 e il 15) ed inizia inevitabilmente la corsa al completamento dei compiti delle vacanze. Vissuti dai più come un incubo che li distrae dai giochi all’aria aperta, il ripasso estivo è così utile e necessario come vogliono far credere alcuni insegnanti? Sì, alcuni perchè sull’efficacia dei compiti estivi non esiste una scuola di pensiero unica.

“Siate felici!”

Su Facebook ogni anno circola l’elenco dei compiti per le vacanze che un insegnante ha assegnato ai propri alunni. “Siate felici, guardate film dai dialoghi struggenti, ballate senza vergogna, passeggiate lungo la riva del mare, guardate l’alba almeno una volta e se trovate una persona che vi incanta, diteglielo con tutte la sincerità e la grazia di cui siete capaci”. Vero o falso che sia, l’assegno speciale è diventato virale e condiviso da un’infinità di giovani e non a dimostrazione del fatto che forse i ragazzi hanno bisogno di questo piuttosto che di trascorrere interi  pomeriggi a ripetere le lezioni dell’anno trascorso. Una visione condivisa anche da Maurizio Parodi, dirigente scolastico e pedagogo, autore del libro Basta compiti!: “Credo che gli studenti cominceranno a imparare quando i docenti smetteranno di insegnare. I compiti dovrebbero essere svolti a scuola con il vigile, solerte contributo del docente – prosegue Parodi – perché questo è il ruolo principale della scuola, che non può essere delegato ad altri soggetti, genitori in primis. In realtà, non di rado capita che proprio i genitori si sostituiscano, forzatamente, non solo ai docenti ma anche ai figli nell’adempimento degli obblighi domestici. Così, i ragazzi che abbiano genitori premurosi e culturalmente attrezzati riescono ad affrontare l’impegno domestico con relativa serenità o minore insofferenza. Al contrario, gli studenti che hanno problemi (personali o familiari), finiscono per non farli, li sbagliano, li fanno male, indisponendo i docenti che perciò li biasimano e redarguiscono, allontanando chi nella scuola potrebbe trovare l’unica opportunità di affermazione, affrancamento, promozione”.

E conclude: “Si assegnano persino i compiti per le vacanze: un ossimoro, un assurdo logico e pedagogico, giacché le vacanze dovrebbero essere tali proprio perché liberano dagli affanni feriali. Oltretutto non regge la motivazione per la quale i compiti vengono assegnati, ovvero perché gli scolari si esercitino e non dimentichino tutto quello che hanno imparato. Evidentemente gli insegnanti ritengono che gli apprendimenti avvenuti durante l’anno scolastico siano davvero ben poco significativi. Ed è proprio così: pare infatti accertato che la ‘permanenza’ delle informazioni apprese attraverso l’insegnamento e lo studio domestico non superi i tre mesi, e che il 70% delle conoscenze sia oggi acquisito al di fuori della scuola. In altre parole: si impara sempre meno a scuola e si dimentica sempre più in fretta ciò che a scuola si impara”.

Utili ma con moderazione

Non tutti sono però contrari ai compiti, soprattutto quelli assegnati ai ragazzi durante le vacanze. “La pausa estiva è molto lunga – afferma Beatrice Loreti, responsabile editoriale di Eli – La Spiga Edizioni per la scuola secondaria di primo e secondo grado – e senza un po’ di ripasso è facile che i ragazzi dimentichino quanto appreso durante l’anno.” Ma precisa: “In ogni caso ci vuole moderazione da parte degli insegnanti al momento della loro assegnazione. Non ha infatti alcuna utilità, torturare i ragazzi con una marea di esercizi che poi, magari, non vengono nemmeno corretti al rientro in classe.”

A tale proposito anche la scelta del libro di esercizi per le vacanze può fare la differenza: “Per il ripasso estivo – conclude Beatrice Loreti – è bene prediligere testi giocosi ed attraenti, nei quali l’esercizio è sempre preceduto da una parte teorica sintetica, indispensabile per agevolare il lavoro autonomo. Inoltre, è bene controllare che in esso vi siano numerosi esempi significativi, funzionali a risolvere gli esercizi. Le nostre collane sono strutturate in questo modo, sia per i bambini della scuola elementare che delle medie e delle superiori. Il tutto allo scopo di rendere i compiti estivi un momento di serenità e divertimento, e permettere ai ragazzi di affrontare con successo i test d’ingresso al ritorno delle vacanze.”

Siti e app che aiutano i bambini (e gli insegnanti)

Anche Internet e la tecnologia possono venire in aiuto dei ragazzi – ma anche dei loro insegnanti – alle prese con i compiti estivi: l’importante, come sempre è non strafare e soprattutto conoscere gli indirizzi giusti. E’ il caso del meraviglioso blog creato dalla maestra Maria Pia, insegnante della scuola elementare di Fogliano-Redipuglia (GO), ricchissimo di giochi, disegni da colorare, letture estive, materiali e risorse per docenti e bambini della scuola primaria e dell’infanzia. In alternativa, il portale Cose per crescere mette a disposizione, nella sezione Compiti per le vacanze, una serie di quaderni da stampare gratuitamente, che propongono esercizi utili al ripasso di quanto appreso durante l’anno scolastico, intervallati da una serie di giochi. E alla fine di ogni percorso… il bambino riceverà un bel diploma!

E riguardo alle app? Su iTunes Store segnaliamo Compiti per le Vacanze (0,99 €), perfetta per i bambini delle scuole elementari che vogliono ripassare le lezioni svolte a scuola durante l’anno… divertendosi! Si parte dagli esercizi più semplici, passando per i compiti sulle vocali, l’utilizzo della q e della c e molto altro ancora. In alternativa, ecco YodelOh Montagna Della Matematica (2,99 €): grazie a questa app i bambini potranno imparare addizioni, sottrazioni, moltiplicazioni e divisioni direttamente dall’iPhone o dall’iPad, trasformando l’apprendimento della matematica in una pazza avventura alpina. E per imparare l’inglese senza sforzo, c’è Fun English (gratis le prime due lezioni): adatto dai 3 ai 10 anni è un corso strutturato con giochi divertenti e stimolanti. Disponibile anche la versione per imparare lo spagnolo, il tedesco e persino il cinese!
Anche la piattaforma Google Play propone numerose app per imparare e ripassare le varie materie. Tra i tanti titoli a disposizione segnaliamo ad esempio Grammatica italiana (3,26 €): divisa nei livelli principiante, elementare, intermedio e avanzato, propone divertenti sfide e quiz con tanto di tabellone per il punteggio finale. Con Imparare la geografia (gratis le prime 6 lezioni) i bambini potranno esercitarsi, insieme ai personaggi Dikie e Dukie, su punti cardinali, paesi e capitali, continenti e oceani, bandiere e molto altro ancora. Sempre della stessa collana, 6 lezioni gratuite anche per Imparare le scienze, l’app studiata per familiarizzare con animali, piante e mondo naturale in genere. Infine, ecco Le Tabelline Canterine: un’app perfetta che consentirà ai ragazzi di memorizzare, in modo facile e divertente, canticchiando delle semplici canzoncine, le tanto odiate tabelline.

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Linda Grilli

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