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Riconoscere il vero extravergine… dal telefonino (o con la nostra guida)

Fornire al consumatore gli strumenti per riconoscere un prodotto di qualità e distinguerlo da quelli scarsi e nocivi dal punto di vista della salute e dell’ambiente.

È  l’obiettivo della ricerca Violin, sostenuta e finanziata da varie fondazioni bancarie riunite in Ager, progetto agroalimentare attraverso il quale sono state stanziate risorse pari a 1 milione di euro per un partenariato che ha come capofila l’Università degli Studi di Messina, responsabile scientifico il prof. Luigi Mondello, e che comprende inoltre l’Alma Mater e le Università di Torino, del Sannio, della Tuscia, di Genova, La Sapienza di Roma, la Fondazione Edmund Mach, l’Università Campus Bio-Medico di Roma, l’Aldo Moro di Bari e l’Università di Verona.

olio
La nuova Guida Salvagente è dedicata all’extravergine. 32 pagine sull’alimento principe della dieta mediterranea e sulle frodi che lo riguardano. La guida si prenota sulle nostre pagine e si riceve gratuitamente a casa

Di certo, lo scandalo recente fatto emergere da Il Test sul falso olio di oliva extravergine ha contribuito a dare un forte impulso all’idea di questa ricerca, a cui Ager stava già pensando perché da tempo si susseguono piccole o grandi frodi legate all’olio di oliva. E – come spiega la professoressa Mara Mirasoli del gruppo del professore Aldo Roda del Dipartimento di Chimica “Giacomo Ciamician” dell’Università di Bologna che fa parte del progetto – “questi scandali da un lato attivano l’attenzione dei cittadini ma dall’altro può anche accadere che i consumatori si allontanino dai prodotti di qualità per timore di incorrere in frodi”.

Controlli mirati

“La ricerca partirà probabilmente in autunno, avrà la durata di tre anni e si occuperà di sviluppare metodologie analitiche avanzate tese a migliorare, a rendere più efficienti i controlli sull’olio e a valorizzare le qualità positive dell’olio di oliva di qualità”, ci spiega Mirasoli che, con il team di Roda nello specifico, avrà il compito di mettere a punto test cellulari per la valutazione dell’attività antiossidante e protettiva a livello vascolare dei diversi oli che verranno catalogati, in base alle più svariate caratteristiche, nella banca dati che sarà realizzata.

Importante anche ricordare che, in un’ottica di sostenibilità, oltre all’olio di oliva utilizzato per scopi alimentari, verranno analizzati gli scarti attraverso i quali vengono realizzati prodotti cosmetici e farmaceutici e integratori, in questo caso sempre alimentari.

Tra gli obiettivi della ricerca non solo quello di fornire strumenti conoscitivi e di valutazione dei prodotti in commercio ma anche la possibilità di realizzare uno strumento che – attraverso il codice “QR” – possa permettere al consumatore attraverso uno smartphone di identificare immediatamente le caratteristiche dei diversi oli, aggiunge Mirasoli.

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Chiara Affronte

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