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Cosmetici sbiancanti e anti-age al mercurio, l’allarme arriva dagli Usa

Li si compra per migliorare il proprio aspetto, ma s’ignora che al contempo potrebbero far molto male alla salute. Ci sono in circolazione troppi prodotti di cosmesi anti-invecchiamento che contengono mercurio, a discapito delle leggi che lo vietano, negli Stati Uniti come nei paesi dell’Ue. A dirlo è la Fda, l’Agenzia per la sicurezza alimentare e dei farmaci Usa, secondo cui molti di questi cosmetici commercializzati come “anti-aging” o “schiarenti per la pelle”, commercializzati come trattamenti per rimuovere macchie dovute all’età, lentiggini, e le rughe contengono questa sostanza in quantità eccessiva. Secondo la Fda i composti di mercurio vengono assorbiti facilmente attraverso la pelle, e tendono ad accumularsi nel corpo. Possono causare reazioni allergiche, irritazione della pelle, o problemi neurotossici.

Cosa cercare in etichetta

Per capire quando nel prodotto c’è il mercurio, bisogna controllare l’etichetta. La Fda, come riportato da consumerist.com, dice senza mezzi termini: se ci sono le parole “cloruro di mercurio”, “calomelano”, “Mercurio”, bisogna smettere di usare il prodotto “immediatamente”. L’agenzia americana consiglia di evitare qualsiasi prodotto, che possa essere importato illegalmente, magari tramite ordini via web, senza gli ingredienti chiaramente illustrati in etichetta o illustrati in una lingua sconosciuta. Consigli utile anche per gli italiani. Jason Umberto dell’ufficio degli affari regolatori della Fda spiega che questi tipi di prodotti sono spesso reperibili nei negozi di riferimento delle comunità etniche, come ispanici, asiatici, africani o mediorientali, o che vengono promossi sui social media, online, e venduti tramite applicazione mobili. E a volte vengono introdotti in Usa da singoli per uso personale. “Anche se questi prodotti sono spesso promossi come cosmetici, potrebbero  essere nuovi farmaci non approvati ai sensi della legge”, dice Linda Katz, M.D., direttore dell’Ufficio di cosmetici della Fda.

Rischi anche in Europa

Il problema degli effetti negativi di alcune categorie di cosmetici è ben presente anche in Europa, dove già nel luglio 2015, il Rapex, il sistema comunitario di allerta tra gli Stati dell’Unione europea aveva lanciato un’allarme sulla sicurezza dei prodotti sbiancanti. E nonostante ciò, in questi mesi l’Ue sta discutendo se creare norme ad hoc per limitare l’uso di etichette che indicano l’assenza di sostanze potenzialmente tossiche, come parabeni o alluminio, perché costituirebbero “pratiche anticoncorrenziali”. Molto utile per evitare sostanze nocive, è la guida che il Test Salvagente ha pubblicato nel numero di gennaio, sulla cosmesi naturale.

 

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Lorenzo Misuraca

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