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Zika, primo contagio da puntura negli Stati Uniti

Il virus Zika è sbarcato negli Stati Uniti infettando il primo essere umano. Le autorità della Florida, infatti, stanno indagando quattro casi di infezione che ritengono sia stata causata dalle zanzare responsabili del virus che può causare gravi malformazioni nei feti delle donne colpite dal morso. Due dei quattro casi statunitensi sono stati rilevati nella contea di Miami-Dade, mentre gli altri due sono stati segnalati nella contea di Broward, secondo quanto riportato dal sito Consumerist.com. Il dato importante è che nessuna delle quattro persone coinvolte aveva viaggiato in aree  tradizionalmente interessate dal virus, come ad esempio il Brasile.  Dunque, l’ipotesi ritenuta più probabile è che siano stati punti dalle zanzare, anche se l’altro modo con cui si può essere infettati, tramite trasmissione sessuale, non è ancora stato escluso.”Stanno montando le prove della trasmissione locale tramite le zanzare nel sud della Florida”  ha dichiarato alla Cnn Tom Skinner, addetto stampa per i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie, aggiungendo “Questi casi si adattano a modelli di trasmissione simili di zanzare cariche malattie come il chikungunya che abbiamo visto nel sud della Florida negli anni passati.”

Kit in distribuzione

Il dipartimento della salute della Florida sta distribuendo i kit di prevenzione della Zika nelle aree oggetto di indagine, racconta Consumer Reports, con un focus su come ottenere i kit per le donne incinte che sono a maggior rischio per il virus. Un vero e proprio porta a porta con richiesta alle persone di fornire campioni di urina e altre informazioni in modo che possano cercare di capire quante persone potrebbero essere infettati con Zika. Questo perché per la maggior parte delle altre persone che hanno contratto il virus, vedranno solo sintomi lievi come leggera febbre o del tutto assenti. La Food and Drug Administration ha chiesto ai centri di donazione del sangue nelle due contee colpite di fermare immediatamente la raccolta fino a quando i funzionari non siano in grado di schermare il sangue dallo Zika, o almeno impostare un processo per disattivarlo. Chiunque si sia recato in quelle due contee è stato invitato a non donare il sangue per quattro settimane dopo il ritorno da quella zona, come “una misura prudente per contribuire a garantire la sicurezza del sangue e dei suoi derivati”, ha detto la Fda. Lo scorso maggio L’Organizzazione mondiale della sanità ha anticipato il probabile arrivo in Europa del virus Zika, anche se con rischi moderati.

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Lorenzo Misuraca

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