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Cani in spiaggia, il decalogo della Lav

L’associazione animalista Lav ha stilato un elenco di consigli che possono aiutare i vacanzieri che partono con i loro amici a quattro zampe e vogliono trascorrere, un’intera vacanza o anche semplicemente qualche ora, con loro in riva al mare.

Ecco i 10 consigli per evitare spiacevoli sorprese:

  1.  Informarsi presso il Comune o l’ufficio del turismo della località in cui ci si intende recare se l’accesso (in spiaggia, pubblica o in concessione, nell’albergo o altra struttura ricettiva) è permesso e con quali eventuali limitazioni;
  2. Verificare la possibilità per l’animale di fare il bagno in mare perché non sempre questo è permesso e comunque non lasciarlo mai da solo in acqua;
  3. Portare con sé libretto sanitario e certificato di iscrizione in anagrafe canina;
  4. Assicurarsi che il vostro amico peloso sia in regola con le vaccinazioni;
  5. Evitare di portarlo in spiaggia nelle ore più calde e non perdetelo mai di vista;
  6. Assicurargli sempre una zona all’ombra e ventilata;
  7. Fare attenzione a che il cane non beva l’acqua salata: può portare a problemi intestinali;
  8.  Sciacquare il cane con cura dopo il bagno in mare per evitare i disagi del sale su pelo e cute;
  9. Lasciargli a disposizione una ciotola di acqua da cui bere a volontà;
  10. Se ci si reca in uno stabilimento balneare verificare se ci sono dei limiti come, ad esempio, orari e taglia dei cani, i comportamenti vietati e quelli permessi.

I divieti in spiagga: come difendersi

Ma cosa e chi può davvero bloccare fuori dal lido il nostro amico Fido? Per vietare l’accesso di cani in spiaggia a meno che questo non sia disciplinato da una legge regionale o un regolamento comunale (o dello stabilimento) occorre:

un’ordinanza del Comune (o della capitaneria di porto) di divieto;

• nell’ordinanza occorre indicare la motivazione del divieto e la durata nel tempo;

• l’ordinanza deve essere firmata dal sindaco, dal comandante della capitaneria o da altro delegato a farlo;

• deve essere pubblicata negli albi pubblici; deve essere resa nota tramite cartelli indicanti il divieto, il numero dell’ordinanza e la sua scadenza.

Buona regola infine è quella di leggere il regolamento dello stabilimento qualora non sia indicato il divieto tramite cartello.

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Ettore Cera

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