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Al Duty free non conviene più

La convenienza? Mette le ali e vola via. Acquistare nei duty free degli aeroporti non consente più di concludere l’affare come succedeva magari fino a una decina di anni fa. Profumi, prodotti di bellezza, ma anche Hi-tech e occhiali, in vendita negli shop delle zone franche degli aeroporti internazionali hanno dei prezzi molto più elevati rispetto a quelli a cui si possono acquistare i medesimi prodotti su internet. Lo dimostrano le nostre rilevazioni pubblicate nel nuovo numero de Il Test Salvagente in edicola dal 23 luglio.

L’indagine è stata condotta con l’aiuto della piattaforma Idealo.it comparando alcune offerte presenti nei negozi tax free degli scali di Dubai, Rio de Janeiro, New York e Sydney con quelle analoghe sui principali siti di e-commerce: il web batte il duty shop con punte di risparmio che possono arrivare anche al 20-40%.

Listini a confronto

Una forbice che si apre soprattutto sui prodotti di elettronica. L’Apple Watch Sport in vendita nella zona franca dell’aeroporto di Dubai a 628 euro (qualche euro di più a Rio de Janeiro, decisamente più caro in altri scali) non è sicuramente un’offerta imperdibile visto che, l’8 luglio il giorno in cui abbiamo concluso le rilevazioni on line, su Amazon.it veniva venduto a 349 euro, spese di spedizione incluse. 70_Duty-Free-01

Vini, alcolici, cosmetici e oggetti di moda, secondo recenti elaborazioni, sono i principali beni acquistati dai viaggiatori tra una coincidenza internazionale e l’altra. Il travel retail, il giro di acquisti mondiale dei viaggiatori, genera un totale di 28 miliardi di dollari: 10,7 miliardi per vini e alcolici, 9,9 miliardi accessori e moda, 6,9 miliardi per profumi e cosmetici. Eppure secondo le nostre rilevazioni profumi e cosmetici non sono poi così convenienti nei negozi delle zone franche delle aerostazioni: sia nel caso dell’Acqua di Giò pour homme quanto per il blasonato Narciso Rodriguez, si risparmia molto di più scegliendo il canale web, così come avviene per la cosmesi: nel nostro caso la costosis- sima crema Lancôme Absolue L’Extrait sul web risulta più economica rispetto a quanto costa nei duty di New York e Sydney.
Le differenze di prezzo si assottigliano fino a scomparire quando abbiamo confrontato una bottiglia di Jack Daniel’s o i classici occhiali da sole Aviator della Ray-Ban. In quest’ultimo caso, se avete intenzione di comprarne un paio e volate alle Olimpiadi, il duty free di Rio de Janeiro ha dei listini competitivi.

La carta di imbarco

I duty free shop sono dei negozi collocati nell’area extradoganale di uno scalo internazionale e nei prezzi al dettaglio non applicano le tasse nazionali, ovvero l’Iva, sulle merci esposte. Possono acquistare in questi posti solo coloro che, esibendo la carta di imbarco, hanno un volo internazionale. Per capirci: volando da Roma a Milano, ma anche tra Roma e Parigi, non passeremo mai nell’area tax free. Ma se da Roma – via Parigi – andiamo a New York oppure abbiamo un volo diretto per un paese extra-Ue, possiamo compiere acquisti “esentasse”. In questi casi va sempre esibita la carta di imbarco che serve al negoziante per identificare il beneficiario dello sconto fiscale e per chiedere alle autorità nazionali l’esenzione dal versamento dell’Iva.

Ma molto spesso lo sconto avviene su un prezzo decisamente più alto a quello praticato al di fuori dell’aeroporto. “Nella maggior parte dei casi – spiega Paolo Primi, responsabile stampa e web marketing di Idealo.it – la riduzione dell’Iva è fittizia perché lo sconto è applicato su un prezzo di partenza, determinato dal venditore, decisamente più alto del cosiddetto street price, ovvero di quello che comunemente troveremmo in centro città”. Il portale, che consente di comparare immediatamente le migliori offerte presenti sulle principali piattaforme di vendita on line, ha lanciato una applicazione, Idealo App (Apple, Android e Smartwatch android), che consente attraverso una foto al codice a barre o inserendo il nome del prodotto di confrontare direttamente – in Italia e all’estero – le migliori offerte on line. “I prezzi finali – precisa Primi – contengono già le spese di spedizione ma il sistema segnala anche i venditori che consentono di pagare on line e ritirare autonoma- mente il prodotto al negozio”.

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Ettore Cera

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