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È brutto e non lo mangio: così buttiamo la metà del cibo

Diffondere la cultura del dono come risposta ai bisogni sociali; semplificare ed incentivare lo strumento della donazione così da coinvolgere sempre più aziende, associazioni o singoli cittadini nella lotta agli sprechi di cibo. Questi i principali obiettivi del ddl per la limitazione degli sprechi alimentari che ha concluso ieri, 21 luglio, l’esame in commissione Agricoltura. Dichiarano in una nota congiunta la senatrice Maria Teresa Bertuzzi, capogruppo Pd in Commissione Agricoltura e relatrice del provvedimento, e il senatore Stefano Vaccari, capogruppo Pd della Commissione Ambiente: “Auspichiamo una rapida approvazione del testo in Aula, perché esso raccoglie e riordina la normativa in materia degli ultimi venti anni e, finalmente, creerà una cornice omogenea in grado di superare le difficoltà burocratiche che hanno sinora ristretto il campo di chi vuol donare alimenti ancora intatti” . Il nostro paese può diventare un traino per gli altri nella lotta agli sprechi alimentari”.

È brutto e non lo mangio

Quella dello spreco alimentare è una piaga mondiale. Una recente inchiesta del The Guardian stima che negli Stati Uniti metà della produzione agricola non raggiunge mai gli scaffali dei supermercati perché non sufficientemente bello per attrarre l’attenzione dei clienti. “Il culto della perfezione a tutti i costi sta infliggendo un duro colpo all’ambiente” scrive il quotidiano. Il governo americano stima che ogni anno gli americani sprecano circa 60 milioni di tonnellate di prodotti del valore di circa $ 160bn (£ 119bn).

Oltre alla questione etica – con il cibo sprecato si potrebbe sfamare quel 5-10% della popolazione che non può permettersi un’alimentazione adeguata – non può essere sottovalutato il problema ambientale. Secondo l’Environmental Protection Agency, negli Stati Uniti, il cibo scartato contribuisce in maniera determinante a riempire discariche e inceneritori.

Walmart lancia “I’m perfect”

Il problema è stato affrontato seriamente dall’amministrazione Obama ma per la causa si è impegnata anche Walmart che di recente ha lanciato la campagna “I’m Perfect” in 300 punti vendita Walmart della Florida. Da questa settimana in 300 punti vendita del leader mondiale della grande distribuzione faranno il loro debutto delle confezioni di mele “splendidamente imperfette” con un brand ad hoc: “I’m Perfect”.

Mele ammaccate dalla grandine o danneggiate dal troppo caldo, ma perfette al loro interno, per consistenza e gusto. Saranno disponibili12 varietà, in sacchetti in vendita al costo di 5 pound l’uno, dalle Granny Smith fino alle Red Delicious, tutte provenienti dall’areale melicolo più importante degli USA, vale a dire quello dello stato diWashington.

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Valentina Corvino

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