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Sharing e mezzi pubblici: alleati o concorrenti?

responsabile politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva

 

Sono sempre di più gli italiani che conoscono e fruiscono del bike sharing, del car sharing e del car pooling per la loro mobilità quotidiana. Il più delle volte si tratta di persone che utilizzano queste nuove modalità di condivisione dei mezzi di trasporto per supplire l’inefficienza del trasporto pubblico più che per sostituire il mezzo privato.

Secondo gli esiti della consultazione civica online che abbiamo pubblicato sul sito di Cittadinanzattiva qualche mese addietro, l’89% dei cittadini che hanno risposto utilizza regolarmente i mezzi del trasporto pubblico locale e il 45% di questi ricorre alle diverse opportunità offerte dalla mobilità in sharing in sostituzione dello stesso, giudicato negativamente dal 65%.

A pochi giorni dal via libera delle Commissioni Ambiente e Lavori Pubblici del Senato allo schema di decreto attuativo sulla mobilità sostenibile, Cittadinanzattiva lancia una nuova consultazione civica sul tema, per raccogliere punti di vista e proposte dei cittadini per promuovere e rappresentare il punto di vista dei cittadini nell’adozione di un nuovo modello di mobilità più sostenibile per le nostre società.

Le nuove forme di mobilità, a partire dal car sharing, stanno colmando un vuoto esistente tra domanda e offerta di mobilità, considerando il fatto che un’offerta esclusivamente basata su sistemi tradizionali di trasporto collettivo non è più idonea a soddisfare alcune esigenze moderne di spostamento.

Ma, al momento, l’utilizzo delle nuove forme di mobilità in sostituzione dei mezzi di trasporto pubblico può nascondere qualche insidia. Parliamo infatti di servizi che hanno costi decisamente più elevati e su cui le norme a tutela del consumatore non sono ancora ben definite. L’obiettivo di queste nuove forme di mobilità dovrebbe infatti essere quello di far considerare al cittadino la possibilità di non possedere più un mezzo privato, vedendo ugualmente garantito il proprio diritto alla mobilità. Per rendere ciò praticabile, sarebbe opportuno che i due mondi “concorrenti”, quello del trasporto pubblico e quello del car sharing, diventassero “alleati”.

Risulta evidente però che queste forme di mobilità condivisa, con i vantaggi che da esse derivano, possono diffondersi e diventare “alleati” solo in un’ottica di integrazione con altri servizi legati alla mobilità: integrazione del servizio, tariffaria e delle forme di tutela.

La pianificazione del sistema della mobilità nelle città rappresenta la base su cui avviare questo cambio di paradigma, dove il cittadino può avere l’opportunità di scegliere in uno scenario dove l’offerta è garantita da più soggetti che agiscono in maniera complementare tra di loro e non più alternativa e che applicano criteri di trasparenza e correttezza e in un quadro ben delineato di tutele per i cittadini

Siamo dunque di fronte a delle grandi opportunità che potranno cambiare in meglio la qualità della vita di molti cittadini, specie nelle grandi città. Ma urgono regole chiare e capacità di ascolto.

Partecipa alla consultazione di Cittadinanza.

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Tina Napoli

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