News

Pane nero vietato, cornetti al carbone ammessi: paradossi al supermercato

Dal pane ai cornetti. La moda del carbone vegetale, non poteva non interessare anche la prima colazione. Basta fare un giro nei supermercati per trovare diversi prodotti da forno, sia dolci che salati, dal tipico colore nero. Tra la voglia di sperimentare qualcosa di nuovo e la convinzione che questo nuovo impasto sia più digeribile e riduca il gonfiore addominale, spesso cornetto nerodeterminato dalle farine, i prodotti al carbone si sono diffusi in commercio e nelle nostre case.

Ma dietro questa moda si nasconde un grande paradosso, determinato da leggi e regolamenti europei: dopo il primo boom, ora nei supermercati e nelle panetterie è vietato vendere il pane al carbone ma possiamo trovare cornetti, biscotti, torte, crackers e altri “prodotti da forno fini” impastati con questo ingrediente. È quanto abbiamo trovato noi, per esempio, visitando un punto vendita Auchan che vendeva proprio cornetti al carbone.

Cosa dice la legge

Facciamo il punto. Nel gennaio scorso il ministero della Salute è intervenuto a gennaio scorso per chiarire la norma e frenare questa “valanga di carbone” che aveva coinvolto anche l’alimento base delle nostre tavole.

Il carbone vegetale può essere usato esclusivamente come additivo-colorante E153, aggiunto agli ingredienti base (acqua, lievito e farina), in “prodotti della panetteria fine” (categoria 07.2 che comprende dolci, prodotti salati, biscotti, torte, muffin, ciambelle, fette biscottate, barrette di cereali, cornetti, cialde, frittelle, bignè, prodotti non zuccherati come cracker e sostituti del pane) nella quantità ammessa dal Regolamento CE 1333/08 (“quantum satis”).

Mai nel pane

Nessuno di questi prodotti, che sia preconfezionato o che sia sfuso, può chiamarsi “pane” né riportare in etichetta diciture del tipo “pane al carbone” o “pane nero”. È vietato, infatti, usare il carbone vegetale come ingrediente del pane: non essendoci una “tradizione di un uso consolidato” antecedente al 15 maggio 1997 (data in cui è entrato in vigore il Regolamento Europeo sui novel food).

Quindi niente pane al carbone e niente claim salutistici sulle etichette dei prodotti di panetteria fine che invece lo contengono. Questi non possono riportare “alcuna informazione che faccia riferimento agli effetti benefici del carbone vegetale per l’organismo umano” visto che viene usato esclusivamente come additivo colorante. Perché possa avere effetti sulla salute, il carbone vegetale dovrebbe essere utilizzato secondo una posologia ben definita e lontano dai pasti. Con molta attenzione se si assumono farmaci, come spiegava al Test-Salvagente il nutrizionista Giorgio Calabrese.

Previous post

Glifosato e acqua potabile, ci scrive il sindaco di Campogalliano

Next post

Canone Rai, l'addebito in bolletta c'è ma lo nascondono

The Author

Antonella Giordano

Antonella Giordano