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Clonata, Ogm e pericolosa. Il Ttip vuole una carne così

 

Nei giorni in cui i Paesi Ue discutono a Bruxelles sul futuro del trattato commerciale transatlantico, l’ufficio europeo dell’Istituto di politica commerciale (Ipc), insieme alle associazioni Ciwf, Abl e e PowerShift, presenta il rapporto La svendita dell’allevamento: l’acquisizione delle Corporation della carne attraverso il Ttip”, in cui riporta i tanti rischi legati all’approvazione del testo Usa-Ue. Sharon Treat, autrice principale sostiene: “L’analisi mostra chiaramente che i processi normativi per questioni chiave come i cambiamenti climatici, gli Ogm, l’etichettatura di origine o le future norme sulle tecnologie quali la clonazione, ne verranno influenzati. L’industria della carne sarà in grado di utilizzare il Ttip per minare in modo efficace gli sforzi per regolare gli impatti ambientali e sanitari negativi delle loro pratiche industriali in futuro, non solo presso l’Unione europea e a livello federale negli Usa, ma anche negli stati membri dell’Unione europea e degli Stati Uniti”. Riportiamo di seguito alcuni dei punti critici principali del rapporto.

Salute pubblica e la resistenza agli antibiotici

I rischi della crescente resistenza batterica agli antibiotici sono stati riconosciuti dal 1970, ma l’uso di antibiotici nella produzione di alimenti di origine animale continua a salire. Almeno due milioni di americani vengono infettati con batteri resistenti agli antibiotici ogni anno e almeno  23mila di questi muoiono di conseguenza. Nella Ue, le infezioni da batteri resistenti agli antimicrobici uccidono 25mila persone ogni anno. In risposta a questa crisi di salute pubblica, i governi nel 2015 hanno deciso di lanciare il piano d’azione globale sulla resistenza antimicrobica condotto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Il governo americano ha attualmente solo restrizioni volontarie sugli antibiotici utilizzati nella produzione animale, e propone col Ttip di favorire il riconoscimento reciproco delle sue politiche. Mentre l’Ue suggerisce la creazione di un gruppo di lavoro tecnico per armonizzare la raccolta di dati sull’uso di antibiotici, è altamente improbabile che i negoziatori statunitensi siano d’accordo, dato il potere dell’industria della carne degli Stati Uniti, che ha speso notevoli risorse per minare le linee guida federali non vincolanti  che suggeriscono di mangiare meno carne rossa e insaccati.

Tracciabilità e responsabilità

Un requisito fondamentale della politica di sicurezza alimentare dell’Ue è la tracciabilità, che si propone di monitorare cibo e ingredienti per il consumo umano in tutte le fasi della produzione, trasformazione e distribuzione. Questo approccio si basa sul principio di precauzione e incorpora l’igiene degli alimenti in tutta la catena di produzione, fornendo la base giuridica e politica per le restrizioni sull’uso di antibiotici, ormoni e altre sostanze chimiche nella produzione di carne, così come una rigorosa regolamentazione degli Ogm. Negli Stati Uniti mancano sia l’autorità che la capacità di assicurare la tracciabilità, e inoltre l’industria della carne  ha sottolineato che accetterà la partecipazione a questo sistema solo se fosse volontaria.

precauzione del rischio vs. costi-benefici

Entrambi i sistemi di regolamentazione dell’Ue e degli Stati Uniti guardano alla scienza per valutare, gestire e comunicare il rischio, ma ci sono differenze fondamentali nel modo in cui ogni governo utilizza la scienza per sviluppare i suoi regolamenti e come incertezza scientifica è trattata. L’Ue utilizza il principio di precauzione per la priorità alla salute pubblica e l’ambiente, mentre gli Stati Uniti utilizzano l’approccio costi-benefici che tende a regolamentare la sicurezza del prodotto finale, piuttosto che concentrarsi sulla prevenzione di contaminazione durante la produzione alimentare, trasformazione e distribuzione. L’industria della carne degli Stati Uniti continua a sfidare il principio di precauzione e si aspetta che avvenga una convergenza con l’approccio degli Stati Uniti attraverso  il Ttip.

Ogm e tolleranza zero

Le industrie biotecnologiche e dei mangimi hanno messo in chiaro che vedono il Tttip come un’ottima occasione per accelerare le approvazioni di Ogm e di centralizzare il processo decisionale ai livelli di governo dell’Unione europea e degli Stati Uniti.  Già la politica della tolleranza zero in Europa è stata annacquata dal 2010 per consentire una bassa presenza di trangenico negli alimenti per animali in determinate condizioni.

Benessere degli animali

Le disparità significative tra le norme e gli standard europei e quelli degli Stati Uniti sul benessere degli animali, rendono questo settore maturo per gli attacchi dell’agro-industria attraverso le regole del commercio. Gli standard di benessere degli animali dell’Ue sono già accusati di costi di produzione più elevati, e gli sforzi per continuare a migliorare incontrano resistenza a causa della concorrenza, nonostante la stragrande maggioranza dei cittadini europei sostenga il benessere degli animali, sarà difficile per l’Ue proporre misure maggiori per il benessere animale.

Clonazione

La risoluzione del Parlamento europeo sulla clonazione animale per i negoziati del Ttip ha identificato la clonazione animale a fini di allevamento come un settore in cui l’UE e gli Stati Uniti hanno regole molto diverse e dove le modifiche al divieto dell’UE sono da ritenersi “non negoziabili”. Tuttavia, con la clonazione legale negli Stati Uniti, i negoziati Ttip possono aggiungere pressione sulla Commissione europea affinché aderisca agli interessi agro-alimentari modificando le sue politiche. Nel 2013, in seguito all’avvio dei negoziati, la Commissione ha presentato due proposte collegate, che vietano la clonazione degli animali da allevamento, ma consentono la vendita di carne e latte prodotti da discendenti di animali clonati. Fino ad oggi, i negoziati sulle proposte della Commissione sono stati bloccati, ma questo è un settore emergente che potrebbe essere a rischio in base alle disposizioni di cooperazione regolamentare di Ttip.

Lavoro

Negli Stati Uniti, i lavoratori legati alla produzione della carne godono di standard e regole inferiori che in altri settori per quanto riguarda i salari, il numero di ore lavorate e altre norme sul lavoro, oltre a vivere in un ambiente produttivo che scoraggia la contrattazione collettiva. Nella Ue, in questo settore viene spesso sfruttata la direttiva sul distacco dei lavoratori che permette all’industria di approfittare di condizioni salariali e protezioni collettive più vantaggiose, come quelle degli stati dell’Est, sfruttando economie più deboli e le minori tutele ambientali. L’aumento della concorrenza attraverso il Ttip potrebbe aggravare queste condizioni di lavoro terribili e diminuire le possibilità per i sindacati di spingere per le riforme necessarie su entrambi i lati dell’Atlantico.

 

 

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Lorenzo Misuraca

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