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Farmaci e succhi di frutta, le coppie ad alto rischio

L’ondata di caldo è arrivata e con le temperature africane i consueti consigli a bere grandi quantità di liquidi. Acqua, tè, tisane, succhi e spremute di frutta in abbondanza, possono proteggerci dalla disidratazione.
Proprio i succhi sono tra le bevande  più gradite durante il periodo estivo: leggere, rinfrescanti, sane e certamente più gradevoli di un semplice bicchiere d’acqua. Ma non tutti sanno che proprio i sanissimi succhi possono comportare anche rischi gravi, a causa delle possibili interferenze di tipo farmacologico con numerosi medicinali di sintesi.

Attenzione agli anziani

I pericoli maggiori tra l’altro li corrono soprattutto le persone anziane, che spesso non godono di buona salute e sono costrette ad assumere questi farmaci per lunghi periodi. Più in generale però, il problema si pone per tutti coloro che, a causa di una patologia, devono fare terapie a uso cronico. Inoltre, tranne che per il succo di pompelmo, la quantità di succhi ingerita deve essere notevole ed è per questo che il problema nasce principalmente durante il periodo estivo, quando si fa maggiore ricorso a bevande dissetanti o rinfrescanti.
Pompelmo e fegato. Ma quali sono i rischi reali ai quali si può andare incontro? E soprattutto: a quali succhi o spremute di frutta dobbiamo prestare maggiormente attenzione?

Il pompelmo mai con le statine

Nel caso del pompelmo  i rischi sono immediati: basta infatti un bel bicchiere, ovvero circa 200 cc, per creare un problema che abbia un effetto clinico. I flavonoidi e le furocumarine presenti nel succo di pompelmo, infatti, sono in grado di bloccare il continuo smaltimento dei farmaci da parte del nostro organismo a livello intestinale e di interferire con l’apparato di demolizione presente a livello del fegato. Il risultato è facilmente intuibile: il farmaco si accumula rapidamente nell’organismo, ben oltre il livello normale che si avrebbe senza l’assunzione del pompelmo.

I farmaci maggiormente a rischio sono le statine (che in questo modo possono provocare danni muscolari), i calcioantagonisti (con la conseguenza di bruschi abbassamenti di pressione e palpitazioni), la ciclosporina (con possibili danni renali), gli ansiolitici (con aumento della sedazione), così come i farmaci usati contro le aritmie e l’asma bronchiale (con aumento della loro tossicità). Non solo. Poiché il succo di questo agrume viene impiegato frequentemente nelle diete dimagranti – dove non è raro che vi sia la contemporanea e pericolosa assunzione di farmaci anoressizzanti – è bene sapere che il pompelmo può interferire aumentando la tossicità di questi medicinali a livello di cuore e di sistema nervoso.
Mirtillo e aloe

Accanto al pompelmo, anche se in misura inferiore, ci sono altri succhi potenzialmente dannosi per la salute: tra questi quelli di arancia e di limone, che contengono sostanze molto simili a quelle del pompelmo e possono quindi influenzare il metabolismo di numerosi farmaci.

…e il mirtillo con gli anticoagulanti orali

A creare problemi ci sono anche altri succhi che, in caso di assunzione contemporanea di farmaci, andrebbero presi con moderazione. Il succo di mirtillo, ad esempio, è particolarmente ricco di antocianine: per questo motivo viene spesso utilizzato per combattere le cistiti ricorrenti e per proteggere i capillari.  In realtà non dovrebbe essere assunto dai pazienti in terapia con anticoagulanti orali, perchè ne aumenta l’efficacia, con il rischio di emorragie.

L’aloe riduce l’efficacia dei chemioterapici

Stessa cosa per il succo di aloe: viene venduto come bevanda rinfrescante e indicato anche in caso di gastrite, ma riduce l’efficacia di alcuni farmaci utilizzati durante la chemioterapia. Senza contare che può aumentare l’effetto dei farmaci antidiabetici orali. Infine va citato il succo della melograna, oggi sempre più spesso consigliato come rinfrescante e antiossidante, ma che può interferire con i farmaci antidiabetici, gli antidepressivi e gli antinfiammatori.

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Paolo Moretti

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