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Antibiotico resistenza, gli italiani ignorano il pericolo

Almeno 25.000 decessi ogni anno sono attribuiti in Europa a fenomeni di insensibilità agli antibiotici: i batteri hanno sviluppato una resistenza a questi farmaci e provocano malattie incurabili.

L’Europa ha avviato un piano per contrastare la resistenza microbica (Action Plan on Antimicrobial  Resistance) che copre il quinquennio 2011-2016 e proprio ad aprile 2016 la Commissione europea ha voluto, tramite il proprio strumento di indagine Eurobarometro, verificare la consapevolezza dei cittadini europei in materia, per capire anche la virtuosità dei comportamenti di utilizzo. Tra le cause principali dell’antibiotico resistenza il consumo umano eccessivo di questi farmaci da un lato – che vede l’Italia vantare un triste primato – e dall’altro un impiego massiccio negli allevamenti animali.

Scarsa conoscenza

In base ai dati raccolti, il 57% degli europei non sa che gli antibiotici non hanno alcuna efficacia contro i virus. Tra i motivi principali per i quali è stato assunto un farmaco di questo tipo troviamo la bronchite (18%), l’influenza (16%) e il dolore alla gola (14%): tutti sintomi che possono essere attribuiti a un quadro virale e quindi non trattati con antibiotici.

Le conoscenze sugli antibiotici e sul fenomeno dell’antibiotico resistenza rimangono basse, con la maggioranza degli europei (57%) che non sa che gli antibiotici sono inefficaci contro i virus, ad esempio. Solo il 28% degli italiani – contro il 72% degli svedesi – sa che gli antibiotici non uccidono i virus.  Solo il 49% degli italiani sa che gli antibiotici non sono efficaci per l’influenza, contro il 79% dei finlandesi. Inoltre gli italiani sono i più ignoranti circa la consapevolezza che un uso smodato di antibiotici aumenti la resistenza dei batteri (solo un 49% lo sa), contro il 98% degli svedesi, il 96% degli olandesi, ed il 94% dei danesi e finlandesi.

Italiani grandi “consumatori”…

Sebbene oltre un terzo degli europei abbia fatto uso di antibiotici nell’anno solare che precede l’indagine, il consumo è nel complesso diminuito di circa il 6%, ma con enormi variazioni tra i paesi. L’Italia rimane uno dei paesi che abusano maggiormente di antibiotici (con il 43% dei cittadini che ne ha fatto uso nell’ultimo anno), secondo tra i grandi paesi solo alla Spagna (47%). Per un confronto, la Svezia ha solo un 18% di uso, l’Olanda un 20% e la Germania un 23%.

Inoltre circa il 73% dei cittadini intervistati dichiara di aver ottenuto gli antibiotici dal proprio medico tramite prescrizione: una cifra troppo elevata. Basterebbe agire quindi sui medici per ridurre significativamente il consumo di antibiotici da parte dei pazienti.

…ma non li vogliono negli allevamenti

Nonostante l’abuso umano di antibiotici, gli italiani dimostrano una tendenziale avversione per l’uso di antibiotici negli allevamenti, anche quando necessario come trattamento. Solo il 44% degli intervistati italiani è infatti d’accordo con il fatto che gli animali d’allevamento ammalati debbano essere trattati con antibiotici se questo è il trattamento più appropriato contro il 56% della media europea.

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Erika Corpo

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