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Salerno-Napoli in 4 ore, la disavventura dell’IC 552

Se i passeggeri dell’InterCity 552 avessero deciso di percorrere a piedi la distanza tra Salerno e Napoli avrebbero impiegato meno ore di quelle che invece hanno trascorso al caldo e senza nessuna assistenza sui vagoni del treno di Trenitalia. A raccontare la sua disavventura – quando non è ancora finita – è un passeggero del treno lumaca che questa mattina è partito alle 9.35 da Lamezia Terme diretto a Roma dove sarebbe dovuto arrivare per le 15.30. “Sono le 16.45 e siamo appena entrati nella stazione di Napoli” ci racconta aggiungendo “qui è un inferno: fa molto caldo, non c’è aria condizionata, non c’è un vagone ristorante ed il treno è zeppo di bambini che sono stremati dalla situazione. E’ possibile che nel 2016 sia possibile tutta questa mancanza di rispetto per i cittadini?”

In pratica è accaduto che il treno è arrivato in perfetto orario a Salerno, alle 12.57 dopodiché è iniziata l’odissea: il treno non è riuscito a proseguire con regolarità accumulando ritardo su ritardo dovuto essenzialmente alla necessità di dare la precedenza ai treni alta velocità. “Accortomi del ritardo e soprattutto imbestialito per la mancanza di informazioni e di assistenza ho iniziato a chiamare le Forze dell’Ordine: prima i Carabinieri di Napoli, poi la Polfer, poi il Comando generale dei Carabinieri a Roma. Un giro di telefonate senza nessuna risposta. Anzi. Mi sono sentito dire che i Carabinieri non sono ferrovieri e non possono essere d’aiuto in queste situazioni. E’ questo il trattamento che meritano i cittadini che non scelgono l’alta velocità?” Una domanda legittima che giriamo a Ferrovie dello Stato.

 

 

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Valentina Corvino

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