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Contro l’antibiotico-resistenza un piano d’azione in 8 punti

L’obiettivo è la riduzione del rischio di resistenza antimicrobica e per questo motivo il Consiglio dell’Unione Europea ha sollecitato gli Stati membri ad adottare entro il 2017 un piano d’azione individuale che si basi sull’approccio “one health”, ovvero proteggendo la salute pubblica controllando l’interfaccia tra persone, animali e ambiente. Allo stesso tempo i Ministri dell’Ue raccomandano agli Stati membri il dialogo con l’industria farmaceutica, al fine di mantenere sul mercato antimicrobici efficaci in medicina umana e veterinaria, e di esplorare soluzioni alternative per garantire la disponibilità di questi antimicrobici sul mercato.

Cos’è l’antibiotico-resistenza

L’”antibiotico resistenza” è un fenomeno per cui alcuni microrganismi divengono “refrattari” all’azione dei farmaci che dovrebbero ucciderli; nel caso che si tratti di microrganismi patogeni provocano delle malattie che non possono essere facilmente curate. Alla base del fenomeno c’è un uso inadeguato di farmaci antimicrobici ed anche di disinfettanti in modo particolare negli allevamenti animali dove gli antibiotici vengono impiegati massicciamente a basso dosaggio anche a scopo preventivo.

I criteri individuati dal Consiglio dell’Unione Europea

Il Consiglio invita gli Stati Membri ad adottare, entro la metà del 2017, un piano d’azione nazionale contro la resistenza antimicrobica, sulla base dell’approccio ‘one health’ e in linea con gli obiettivi del Piano di Azione Globale dell’OMS. Il piano d’azione di ciascuno Stato Membro, pur adattato alla situazione nazionale, dovrebbe seguire alcuni criteri così elencati:

a) garantire che le misure e le azioni individuate nei vari settori tengano conto delle preoccupazioni legate alle resistenze antimicrobiche (Amr – AntiMicrobialResistance) per la salute pubblica
b) essere sviluppato e attuato in collaborazione con tutti i Ministeri competenti e le relative parti interessate sia del settore pubblico che privato;
c) includere obiettivi misurabili per ridurre le infezioni nell’uomo e negli animali, l’uso di antimicrobici nel settore umano e veterinario, e la resistenza agli antimicrobici in tutti i campi. Questi obiettivi potrebbero essere qualitativi e/o quantitativi e dovrebbero essere affrontati attraverso misure efficaci adattate alle situazioni nazionali ‘degli Stati membri;
d) contenere misure per ridurre il rischio di Amr e rafforzare l’uso prudente degli antimicrobici in medicina veterinaria, secondo linee guida Europee e nazionali, comprese le azioni per evitare l’uso preventivo di routine di antimicrobici nonchè azioni veterinarie di limitare l’uso, negli animali, degli antimicrobici di importanza fondamentale per la salute umana (ad esempio utilizzo sulla base ai test di suscettibilità antimicrobica);
e) prevedere misure per ridurre il rischio di Amr e rafforzare l’uso prudente degli antimicrobici in medicina umana, comprese le azioni per migliorare le pratiche di prescrizione e l’uso prudente degli antimicrobici che sono di importanza fondamentale per la salute umana (ad esempio utilizzo sulla base di test di suscettibilità antimicrobica) ;
f) implementare sistemi di attuazione e di monitoraggio dei piani d’azione nazionali e relativi progressi, incluse modalità per rafforzare ulteriormente la sorveglianza e per migliorare la qualità e la comparabilità dei dati trasmessi al Ecdc, Efsa e Ema sull’uso degli antimicrobici e sulla resistenza negli esseri umani, negli animali, nella catena alimentare ed, eventualmente, nell’ambiente;
g) includere il modo in cui l’applicazione della normativa relativa alla Amr è organizzata e assicurata nello Stato membro;
h) includere programmi di educazione, se del caso, e campagne mirate di sensibilizzazione tra i consumatori, detentori di animali e professionisti interessati.

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Valentina Corvino

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