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Senza glutine ma pieni di olio di palma

I prodotti per celiaci sono senza glutine ma pieni zeppi di olio di palma. E questo è un paradosso perché mentre si cura una patologia, si creano i presupposti perché magari se ne sviluppino altre.

Il paradosso aumenta se consideriamo che in mezzo a questo meccanismo c’è proprio il Sistema Sanitario Nazionale che da un lato sovvenziona i prodotti per celiaci, senza assicurarsi che non contengano olio di palma, e dall’altro rischia di farsi carico di altre malattie come l’obesità infantile o il colesterolo. Evidentemente l’attenzione verso i prodotti senza glutine, che negli ultimi anni ha fatto passi da gigante, si è fermata proprio di fronte al grasso tropicale.

Il Test-Salvagente ha visitato la grande distribuzione, diverse farmacie e alcuni negozi specializzati in alimenti per celiaci ed ha scoperto che nelle farmacie e nei supermercati è quasi impossibile trovare prodotti palm free mentre i negozi specializzati si stanno attrezzando.

Ecco la lista dei prodotti SENZA OLIO DI PALMA

e quella in cui L’OLIO DI PALMA C’È

Farmacie e grande distribuzione

Nelle farmacie e nei supermercati è quasi impossibile trovare prodotti gluten free senza olio di palma. I marchi più diffusi sono Aglutèn, Céréal (da poco lanciato una linea senza olio di palma, ma si trova quasi solo nei negozi specializzati), ZeroGrano, Happy Farm e Schar che contengono il grasso tropicale in quasi tutti i prodotti dolciari e in molti prodotti da forno come grissini, fette biscottate, cracker e pane.

Negozi specializzati

Nei negozi specializzati in prodotti per celiaci, come L’isola Celiaca o CeliaMagic, l’attenzione verso la salute dei propri clienti è molto più sviluppata e, al di là dei prodotti che si trovano anche nelle farmacie e nei supermercati, gli scaffali si stanno popolando di alimenti senza olio di palma come quelli a marchio Naturi Free, Céréal (linea BuoniSenza), Più Bene e Contiamo.

Il parere di una biologa nutrizionista

Flavia Cuozzo, biologa nutrizionista che nel 2012 ha aperto a Roma un negozio specializzato in alimenti bio e gluten free spiega al Test-Salvagente: “Sull’olio di palma c’è da parlare tantissimo perché questo tipo di ingrediente viene utilizzato da sempre nell’industria alimentare sia nella filiera classica sia in quella del biologico. Molte persone si stupiscono di questo perché associano il biologico alla salute. Ma bisogna fare una differenza: l’olio di palma che si usa nei prodotti biologici non è idrogenato quindi è come un qualsiasi altro olio vegetale e non crea problemi alla salute”.

E nei prodotti convenzionali?

Qui l’olio di palma subisce spesso il processo industriale che lo idrogena per rendere gli alimenti più morbidi e compattati. Nel settore dei prodotti per celiaci il discorso va addirittura oltre: a differenza dei prodotti biologici, quelli senza glutine usano farine molto più leggere, come quella di riso o di mais, e per rendere il prodotto più appetitoso e commestibile è necessaria una quantità maggiore di grassi. L’industria del “senza glutine”, quindi, tende ad usare una quantità di grassi idrogenati maggiore per fare massa e rendere il prodotto più consistente. Ma così si rischia di vendere cibi molto grassi, andando a modificare il profilo metabolico e nutrizionale del prodotto.

Un discorso che non vale solo per i grassi…

Stesso discorso vale anche per gli zuccheri raffinati che vengono aggiunti in maggiore quantità per rendere più saporiti i prodotti gluten free. Così si crea un vero paradosso perché vai a curare le persone sotto un aspetto e poi vai a creare un danno a lungo termine. Discorso che vale soprattutto per i bambini: sono sempre di più quelli che devono mangiare prodotti senza glutine e se gli diamo prodotti ricchi di grassi idrogenati e zuccheri raffinati creiamo i presupposti per l’obesità infantile. È un controsenso che la sanità vada a sovvenzionare questo tipo di prodotti. Noi abbiamo fatto la scelta di vendere prodotti senza grassi idrogenati e soprattutto senza olio di palma rispettando la salute e l’ambiente. È necessario aumentare la consapevolezza alimentare, partendo dal leggere le informazioni che troviamo in etichetta.

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Antonella Giordano

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