News

Online i finanziamenti delle case farmaceutiche ai medici

A fine giugno, gli italiani potranno contare su un po’ di trasparenza in più nel settore farmaceutico. Entrerà infatti in vigore il 30 del mese in corso il codice sulla trasparenza dell’Efpia (Federazione europea delle associazione e delle industrie farmaceutiche). Secondo quanto recita il “Disclosure code“, le circa 200 imprese farmaceutiche aderenti a Farmindustria che operano in Italia, da quella data pubblicheranno i dati dell’anno precedente, relativi ai rapporti di collaborazione con i medici e le organizzazioni sanitarie, e quelli relativi a “ricerca e sviluppo”.

La zona d’ombra si assottiglia

Ad annunciarlo è stata la stessa Farmindustria, che ha aderito al codice: «I dati, pubblicati nel pieno rispetto della normativa italiana sulla privacy — fa sapere Farmindustria al Corriere della Sera — riguarderanno i singoli professionisti che hanno firmato il consenso e, in forma aggregata, tutti gli altri. La collaborazione tra imprese del farmaco e medici, già da tempo molto ben regolata, si articola in diversi ambiti di attività, tra cui: ricerca e sviluppo di nuovi farmaci attraverso gli studi clinici svolti negli ospedali, nelle università e nelle strutture sanitarie pubbliche e private; consulenze scientifiche; seminari e convegni scientifici, che offrono informazione e aggiornamento; supporto ai congressi e corsi Ecm (Educazione continua in medicina) organizzati da strutture pubbliche, università, società scientifiche e provider accreditati Ecm». Le zone d’ombra tra industrie farmaceutiche e medici ha portato negli anni a diverse inchieste della magistratura, attorno a farmaci prescritti in cambio di altri, o addirittura senza che fossero necessari, solo per compiacere le compagnie che ringraziavano i dottori con regali di vario tipo, dagli orologi alle vacanze travestite da convegni.

Adesioni al 70%

Intervenuta alla presentazione del codice, la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, ha affermato: «Dove non c’è trasparenza c’è spesso opacità. A volte sono dei casi patologici, ma dobbiamo fare in modo che questi vengano rimossi. Credo che la trasparenza porti sempre dei dati positivi, rendendo un rapporto molto più chiaro e limpido tra la cittadinanza, i pazienti, le società scientifiche, le istituzioni e il mondo industriale». I dati riguarderanno i singoli professionisti che hanno firmato il consenso e, in forma aggregata, tutti gli altri. La collaborazione tra imprese del farmaco e medici si articola in diversi ambiti di attività, tra cui: ricerca e sviluppo di nuovi farmaci attraverso gli studi clinici svolti negli ospedali, nelle università e nelle strutture sanitarie pubbliche e private; consulenze scientifiche; seminari e convegni scientifici, che offrono informazione e aggiornamento; supporto ai congressi e corsi Ecm (Educazione continua in medicina) organizzati da strutture pubbliche, università, società scientifiche e provider accreditati Ecm.  Le adesioni, secondo Farmindustria, sono già al 70%.

Previous post

Pechino vieta l'iPhone 6: "È un clone del cinese 100C"

Next post

La banconota da 500? Le banche devono cambiarla

The Author

redazione il Test

redazione il Test