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In pensione anticipata con il prestito… tutti ostaggi di banche e assicurazioni?

Di promesse e impegni sulla possibilità di chiedere la pensione in anticipo ricorrendo a prestiti con banche e assicurazioni ne sono state fatte tante ma lavoratori e lavoratrici aspettano ancora qualcosa di ufficiale su cui fare i propri calcoli e verificare la convenienza della proprie scelte.

Di scritto e di certo c’è poco o niente e ciò non aiuta a sentirsi tranquilli. Sarà compito delle organizzazioni sindacali, quindi, informare tempestivamente cittadini e iscritti di vantaggi e “oneri”, di consigliare e, se necessario, di sconsigliare scelte affrettate. Molti danno per certo che non saranno applicate “decurtazioni” come era stato paventato nei mesi scorsi. Ma asserire una cosa del genere è fuorviante, in quanto il trattamento di pensione risentirà della trattenuta (mensile) che gli interessati si vedranno applicare sul rateo di pensione per estinguere il debito contratto con le banche. Forse a questo fine potrebbe essere preferibile utilizzare il rateo di 13ma. È stato quantificato che, restituendo in 20 anni quanto anticipato dalle banche, la somma che ci si vedrebbe togliere dalla pensione in pagamento sarebbe compresa tra il 10 e l’11% sul totale, che non è poco per chi vive di sola pensione.

Ma preme l’aspetto legato alle garanzie date ai pensionati. Il costo che graverà sulle spalle dei potenziali interessati varierà, più o meno sensibilmente, in rapporto al numero di anni di anticipo richiesto. Meno anni di anticipo si chiedono, minore sarà l’indebitamento con la banca. C’è chi sostiene che tali riduzioni sono soltanto ipotetiche e che lo Stato le renderà meno onerose con sgravi fiscali che tuteleranno i redditi più bassi (?) e i lavoratori dipendenti da imprese in crisi, quasi a ridurre a niente il sacrificio. Ma ancora una volta sono chiacchiere.

Resta invece fondamentale chiarire senza ambiguità tutto ciò che riguarda gli interessi legati al prestito e cosa succederà ai superstiti in caso di decesso del coniuge prima dell’estinzione del debito. Sarebbe ragionevole che nulla fosse addebitato agli eredi, magari ricorrendo a una forma di assicurazione a carico dello Stato.

Ultima preoccupazione è il ruolo protagonista che assumerà il sistema bancario e assicurativo, una volta limitato al solo pagamento delle pensioni. Si iniziò anni fa con la concessione di prestiti in caso di necessità familiare, ora l’intervento si rende necessario anche per acquisire il diritto alla pensione. E, si sa, banche e assicurazioni, non sono mai state campioni di welfare…

 

 

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Paolo Onesti

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