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Fendi contro i gay: “Il colosseo quadrato è mio, niente foto!”

Una notizia così riporterà alla mente di tanti la scena cult del film Tototruffa 62, in cui il comico vende la fontana di Trevi a uno sprovveduto. Ma questa volta non è una finzione. La maison Fendi ha minacciato di querelare gli organizzatori del Pride Lgbti, che ogni estate torna a offrire all’estate romana centinaia di eventi, per aver utilizzato come pubblicità una foto con il colosseo quadrato come sfondo.

Da un anno è la sede della maison

La ragione della lettera di avvertimento mandata dai legali della famosa casa di moda è dovuta al fatto che da oltre un anno Fendi ha scelto proprio il Palazzo delle Civiltà, voluto da Mussolini, come  propria sede, e secondo quanto sostiene la stessa maison, adesso è la “licenziataria esclusiva dell’immagine del Palazzo”. Dunque, non avendo autorizzato l’utilizzo dell’immagine agli organizzatori del pride, passa all’attacco. L’immagine in questione rappresenta vari gruppi di persone in posa sulla scalinata che porta al colosseo quadrato (utilizzata negli anni per copertine di dischi, manifesti politici e pubblicità) sotto lo slogan “Chi non si accontenta lotta”.

Gli organizzatori: “Increduli ma andiamo avanti”

I diretti interessati, come riporta Repubblica, rispondono quasi con incredulità: “”Non è possibile immaginare – dice il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, capofila del Coordinamento Roma Pride – che una società che opera sul mercato e che ha tra i suoi clienti anche le persone Lgbti si senta danneggiata dall’indiretto collegamento con la nostra manifestazione organizzata da una storica associazione che fonda il suo lavoro al servizio dei diritti civili sul volontariato dei propri soci ed attivisti e che in passato ha collaborato con Fendi per la Giornata mondiale di lotta all’Aids” e si appella all'”equivoco di fondo”. “Anche perché – continuano gli organizzatori – al sostegno economico alle iniziative culturali della Regione Lazio e al patrocinio di Roma Capitale ci sono i patrocini di molte ambasciato ci domandiamo se uso improprio Fendi non voglia alludere alla presenza di persone della comunità Lgbti fotografate con il palazzo sullo sfondo”.

Precedente rischioso

Il Roma Pride non ritirerà la loro campagna, e toccherà vedere se Fendi sceglierà di continuare con una querela, rischiando di rovinare la sua immagine pubblica e di scatenare un boicottaggio, come avvenne nei confronti di Dolce e Gabbana da parte di star come Elton John dopo una dichiarazione contro i matrimoni omosessuali. Di sicuro c’è che la richiesta di Fendi rischia di costituire un precedente pericolosissimo, seguendo il quale qualsiasi proprietario o affittuario di un palazzo storico, potrebbe minacciare di querela qualsiasi persona che lo usasse come sfondo di una fotografia.

 

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Lorenzo Misuraca

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