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La tv in offerta? Nessuno vi dice che potrebbe “durare” solo sei mesi

Domani iniziano gli Europei e le grandi manifestazioni di calcio sono sempre l’occasione ghiotta per “spingere” i consumatori ad acquistare un televisore nuovo. Non a caso i negozi di elettronica pullulano di volantini con televisori in offerta.
Ma questo è davvero il momento migliore per comprasi una tv nuova? Non proprio. Il mercato, infatti, nasconde grandi insidie in vista della riforma dello spettro radio che sposterà i canali verso il digitale terrestre di nuova generazione, lasciando l’attuale banda 700 MHz agli operatori di servizi mobili

UN TELEVISORE “A SCADENZA”?

C’è chi sostiene che non ci sarà un vero e proprio switch-off, come quello avvenuto qualche anno fa con il passaggio dall’analogico al digitale, perché l’ipotesi in campo è trasmettere contemporaneamente alcuni programmi in DVB-T (la tecnologia attualmente in uso) e altri in DVB-T2 (quella di nuova generazione). Di sicuro il passaggio sarà graduale, ma meglio non farsi trovare impreparati.
A ogni modo già da luglio 2016 i produttori sono obbligati a fabbricare solo TV con digitale terrestre di seconda generazione, e da gennaio 2017 i negozianti avranno l’obbligo di vendere solo prodotti con DVB-T2

COSA CONTROLLARE

Prima regola, dunque, controllare che sia presente il sintonizzatore DVB-T2 per non rischiare di dover acquistare a breve un nuovo decoder.
L’indicazione data ai venditori a quel risulta al Test-Salvagente è di applicare una forte scontistica sui vecchi televisori, regalando anche il decoder DVB-T2.

IL NEGOZIANTE? TACE

Questa l’indicazione, la pratica è un po’ diversa: in commercio attualmente ci sono tante TV senza DVB-T2 e non viene spiegato da nessuna parte che avranno bisogno di un nuovo decoder quando si passerà al digitale di seconda generazione. Il Test-Salvagente ha fatto un giro di molti grandi esercizi di elettrodomestici e i venditori minimizzano, sottolineando che non c’è ancora nessun obbligo di esporre l’indicazione sulla scatola o in etichetta (infatti spesso bisogna andarla a cercare nei meandri della scheda tecnica), né di “avvisare” il consumatore sul futuro cambiamento. Tradotto: pur di vendere il consumatore deve essere lasciato all’oscuro di tutto.

CAOS ALL’ITALIANA
“Al momento non c’è ancora nulla di chiaro all’orizzonte – spiega al Test-Salvagente Fabio Carera responsabile comunicazione di Aeranti Corallo, organizzazione di imprese radiotelevisive locali, satellitari e via Internet – Il decreto “mille proroghe“ ha previsto lo slittamento a gennaio 2017 dell’obbligo per i negozianti di vendere solo prodotti con DVB-T2, che sarebbe già dovuto essere in vigore. Ma a livello normativo siamo ancora in alto mare. L’Agcom ha aperto un’istruttoria sugli standard di codifica ritenuti obsoleti. Ma anche su questo c’è una totale confusione perché ancora non è stato stabilito uno standard univoco”. Quello dei codec è un problema che getta ancora più caos sul mercato: ad esempio molti dei televisori in commercio già compatibili con il DVB-T2 non sono compatibili con il codec HEVC, che è lo standard verso cui sta puntando il nostro Paese.

IL RISCHIO DI DOVER COMPRARE UN NUOVO DECODER

“Sui consumatori la cosa non avrà nessun impatto fino all’anno prossimo, ma non è che dal primo gennaio 2017 chi non ha questo tipo di TV non vedrà più i canali – precisa Carera – Ci sarà sempre la possibilità di usare i decoder esterni, come è successo con l’analogico. Certo c’è il rischio che il consumatore non bene informato si compri, anche a prezzo pieno, un televisore già vecchio. Ma questo riguarda tutte le innovazioni tecnologiche”. Magra consolazione.

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Antonella Giordano

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