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Esce dalla porta Tim Prime ed rientra dalla finestra Tim Prime Go

Morta Time Prime, viva Tim Prime Go. Sempre a pagamento. Il principale gestore telefonico torna sui suoi passi dopo aver archiviato la Time Prime e dal 15 giugno attiverà ai clienti il nuovo servizio aggiunto, sempre al costo settimanale di 49 centesimi a settimana. La denuncia arriva dal Centro Tutela Consumatori Utenti di Bolzano che nei mesi scorsi era riuscita a “bloccare” la versione Prime.

“Nel mese di marzo di quest’anno – ricostruisce in una nota l’associazione – Tim aveva annunciato l’attivazione del servizio Tim Prime a tutti gli utenti in possesso di scheda ricaricabile al costo di 49 centesimi a settimana a partire dal 10 aprile. Il Ctcu di Bolzano aveva segnalato la pratica commerciale scorretta all’Authority e in seguito all’apertura del relativo procedimento da parte dell’Autorità garante per la concorrenza e il mercato e dell’Autorità garante per le comunicazioni, Tim aveva deciso di non attivare l’offerta. Ora però ci ha ripensato, annunciando una nuova attivazione dal 15 giugno, questa volta denominata Tim Prime Go”.

“Senza consenso dell’utente”

L’offerta che verrà attivata, spiegano dall’associazione, viene presentata come una variazione del piano tariffario, ma non è altro che un complesso di servizi aggiuntivi al costo settimanale di 49 centesimi per i seguenti servizi: biglietti per il cinema “paghi 1 prendi 2” una volta a settimana dal lunedì al venerdì; seguire il calciomercato, news dai ritiri e il campionato di Serie A 2016/2017 senza consumare il proprio traffico dati; minuti ed sms illimitati ad un numero Tim e concorsi a premi con Ricarica+.

Anche in questo caso il Ctcu ha subito provveduto a segnalare la presunta scorrettezza da parte di Tim, perché anche in questa occasione è prevista un’attivazione con il sistema opt-out, ovvero senza alcun consenso preventivo da parte dell’utente. “Nonostante ciò – spiegano da Bolzano –  si consiglia vivamente a tutti i consumatori di voler leggere attentamente gli sms ricevuti e quelli che verranno inviati prossimamente, soprattutto in quanto in questa occasione Tim non ha reso noto con precisione a quali utenti verrà attivata l’offerta”.

Servizio aggiuntivo non richiesto

Spiega Simone Romani, consulente dell’associazione: “Il tutto viene presentato come una variazione unilaterale del contratto, ma ciò non è, in quanto viene attivato un servizio aggiuntivo non richiesto, mentre la variazione contrattuale consiste nell’aumento di costi relativamente al contratto sottoscritto. In precedenza Tim aveva deciso di fare marcia indietro, il nostro augurio è che ciò avvenga anche ora, ma, vista la reiterazione, attendiamo anche un intervento da parte dell’Autorità.”

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Ettore Cera

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