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Canone Rai, Unc: “Chi non ha la tv rischia di pagare”

Il decreto sul canone Rai in bolletta è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale con grande ritardo il 4 giugno ben 20 giorni dopo la scadenza – del 16 maggio – per presentare la dichiarazione di non possesso della tv all’Agenzia delle Entrate per chiedere l’esenzione del versamento della tassa. Ma chi non ha presentato la richiesta con gli appositi moduli – allegati al decreto pubblicato in Gazzetta – rischia ora di vedersi addebitato il canone il bolletta

“Chiarisca l’Agenzia delle Entrate”

L’allarme è stato lanciato da Massimiliano Dona, segretario dell’Unione nazionale consumatori: “È incredibile che il decreto è entrato in vigore dopo ben 20 giorni dalla scadenza per l’invio dell’autocertificazione sul canone Rai, considerato che, a differenza di quanto sostenuto dal governo, ha dirette conseguenze sulla dichiarazione che dovevano fare i contribuenti. In particolare, nel decreto è scritto che ai  fini  della  dichiarazione  di  non  detenzione gli utenti  devono utilizzare esclusivamente il modello approvato dall’Agenzia delle Entrate il 24 marzo e le successive modificazioni. Una tesi assurda che ci lascia perplessi dal punto di vista legale. Non per niente, secondo quanto sempre sostenuto dall’Agenzia delle Entrate, e che è ancora scritto nelle Faq sul proprio sito, valgono tutte le dichiarazioni, anche quelle presentate precedentemente alla pubblicazione del modellino, purché rese ai sensi dell’articolo 47 del Dpr 445/2000. Una tesi decisamente più ragionevole e che chiediamo all’Agenzia di confermare”.

Sessanta giorni di tempo

“È evidente – aggiunge Dona – che chiunque abbia presentato una dichiarazione esaustiva che contiene tutti gli elementi utili, non può essere costretto a pagare il canone solo perché non ha compilato il modellino appositamente predisposto. Sarebbe un cavillo burocratico assurdo. In ogni caso questo pasticcio, che immaginiamo e speriamo si risolva per il meglio, conferma che in questa vicenda si sono violati i diritti del contribuente, che avrebbe dovuto avere 60 giorni dall’entrata in vigore di tutti i provvedimenti di attuazione per presentare la dichiarazione, ossia 60 giorni a partire da oggi”.
In base all’articolo 3 della  Legge n. 212/2000, infatti, meglio noto come Statuto del Contribuente, “le disposizioni tributarie non possono prevedere adempimenti a carico dei contribuenti la cui scadenza sia fissata anteriormente al sessantesimo giorno dalla data della loro entrata in vigore o dell’adozione dei provvedimenti di attuazione in esse espressamente previsti”.

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Ettore Cera

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