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Telemarketing, in Francia attivo il sito per dire stop

Basta un clic per dire stop alle telefonate indesiderate. Dal primo giugno in Francia è attivo il sito Bloctel (bloctel.gouv.fr) attraverso il quale i cittadini, vessati dal telemarketing selvaggio, potranno elencare i numeri telefonici, fissi e mobili, ai quali non vogliono essere disturbati. Ogni mese le società telefoniche dedite a promuovere ad ogni orario della giornata – specie a pranzo e a cena – offerte di luce e gas, telefonia e diavolerie varie, dovranno ripulire le loro liste ed eliminare i numeri presenti su Bloctel. Una vera e propria rivoluzione francese rispetto al nostro farraginoso – e inutile – Registro delle Oppossizioni dove iscriversi e tentare di bloccare il call center selvaggio non è cosi facile come Oltralpe e sicuramente meno. Il blocco, come riporta il quotidiano La Stampa, rimarrà in vigore per tre anni anche se il consumatore potrà in ogni momento revocare il blocco.

La nostra guida: come difendersi

La piaga del telemarketing selvaggio non accenna a placarsi e se la Francia ha deciso di intervenire con il pugno duro – e una legge ad hoc – da noi il fenomeno, nonostante le proteste, resta incontrastato. Qui è possibile consultare la nostra guida aggiornata sui modi per difendersi dai call center molesti e dalle attivazioni non richieste. Senza dimenticare che il sistema italiano dell’opt-out (chi non vuole “scocciature” telefoniche deve comunicarlo al Registro delle Opposizioni) resta molto lacunoso: non solo la trafila è molto meno semplice di quella francese ma ogni volta che – pur involontariamente – diamo il consenso all’utilizzo dei nostri numeri, automaticamente il nostro numero ridiventa “ostaggio” delle società di telemarketing. Perchè non seguire l’esempio francese e mettere a disposizione una piattaforma dove dire “stop!” è più facile?

La petizione dell’Unc

#NonDisturbarmi è l’hashtag scelto dall’Unione nazionale consumatori per la petizione contro le telefonate moleste. “Chiamano sempre nel momento sbagliato? Firma la nostra petizione!” recita uno degli slogan scelti dall’Unc, l’Unione nazionale consumatori, per lanciare raccolta di firme per chiedere uno stop alle telefonate commerciali moleste che ci arrivano ad ogni ora del giorno e una regolamentazione nuova del fenomeno.

Ecco in sintesi cosa chiede la petizione dell’Unc:

1) L’introduzione di un meccanismo di Responsabilità solidale tra l’azienda che attiva la campagna e il call-center che compie le telefonate (per evitare rimpalli di responsabilità e di dover perseguire piccoli call center con sede all’estero);

2) Potenziamento del Registro pubblico delle opposizioni, così da ampliarne le prerogative prevedendo: la possibilità di iscrivere i numeri di cellulare e che soprattutto che una volta iscritto il proprio numero, si possano così “cancellare” tutti i precedenti consensi (in modo tale da consentire al cittadino di riprendere il pieno controllo dei propri dati). Sarebbe inoltre preziosa l’istituzione di un Registro per censire le campagne promozionali (con indicazione dell’operatore che lancia la campagna, il periodo di riferimento e i numeri utilizzati per chiamare i consumatori così da evitare all’utente di dover fare indagini complicate per scoprire chi lo ha disturbato;

3) Incentivare gli operatori a gestire meglio i dati in loro possesso: il sistema attuale è costruito in modo tale da disincentivare le buone pratiche. Oggi, infatti, il pagamento alla Fondazione Ugo Bordoni (che si occupa del Registro)  è proporzionale all’attività di scrematura dei numeri: tanto più pulisce le liste, tanto più l’azienda deve pagare la Fondazione. Ma in questo modo si disincentivano le imprese a cancellare i numeri (di fatto questi preferiscono pagare le sanzioni), mentre sarebbe meglio stabilire il pagamento in base al fatturato.

 

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Ettore Cera

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