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Il bisfenolo? Danneggia (anche) i denti dei bambini

Gli interferenti endocrini come il bisfenolo A che si trovano comunemente nei contenitori di plastica per alimenti, oltre agli altri effetti, potrebbero anche indebolire lo smalto dentale dei bambini. È questo il risultato dello studio dell’Istituto nazionale francese della salute e della ricerca medica (INSERM) che dimostra come queste sostanze interferiscano anche con gli ormoni che stimolano la crescita di smalto dentale.
L’Istituto conclude che gli interferenti endocrini dovrebbero essere evitati nei bambini sotto i cinque anni.
Il bisfenolo A (BPA), lo ricordiamo, è uno dei più diffusi interferenti e si trova in oggetti di uso quotidiano, tra cui bottiglie di bevande riutilizzabili e contenitori per alimenti e in più occasioni e in più ricerche è stato riconosciuto tossico. Anche se i problemi allo smalto dei denti sembrerebbero  meno preoccupanti di quelli dei quali è comunemente imputato il BPA,  i ricercatori di INSERM hanno sottolineato come ci siano evidenze che sconsiglierebbero decisamente l’esposizione a interferenti endocrini fino a 5 anni di età.
Una nuova evidenza, insomma, che smentisce le certezze delle Authority alimentari europee. Da una parte l’inglese Food Standards Agency che pur ammettendo che piccole quantità di BPA possono migrare dagli imballaggio a cibo e bevande, sostiene che questi livelli di esposizione non sono considerati nocivi.
Dall’altra l’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentarepur riducendo la dose giornaliera tollerabile (TDI) del BPA ha concluso: “L’attuale esposizione al BPA è notevolmente al di sotto del nuovo TDI e, di conseguenza, non è un problema di salute”.

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Roberto Quintavalle

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