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Amadori contro Report: “Immagini vecchie, ora l’allevamento è cambiato”

Amadori replica a Report che ieri sera ha mandato in onda delle immagini choc girate all’interno di un allevamento di suini nelle quali si denunciava la presenza di maiali con escoriazioni rinchiusi in box angusti, topi che si aggirano saltando da un animale all’altro e ancora igiene carente e un gran quantitativo di confezioni di medicinali usati, tra i quali sembra molti antibiotici.

“Siamo sconcertati – spiega in una nota Amadori – dalla visione assolutamente parziale e scorretta del nostro operato rappresentata da Report, pertanto valuteremo eventuali azioni. La redazione di Report è entrata all’interno degli allevamenti illegalmente, senza autorizzazione, ha contattato la nostra azienda solo dopo essere già entrata all’interno della proprietà privata: questa modalità di recupero di documentazione ci è sembrata fortemente scorretta e per questo abbiamo deciso di non rilasciare alcuna intervista“.

“Era un locale isolato per suini con problemi”

L’azienda in una lunga nota precisa una serie di punti a cominciare dalla struttura incriminata. “Le immagini all’interno dell’allevamento di suini sono state girate oltre 6 mesi fa, in una struttura datata compresa all’interno di un piano aziendale di ristrutturazione e che già oggi è completamente ristrutturata. Le riprese hanno in oggetto principalmente un locale isolato rispetto al resto della struttura, destinato al ricovero di animali che hanno manifestato dei problemi, come la legge prevede per ogni allevamento. Sono quindi immagini che non rappresentano in maniera veritiera il nostro sistema d’allevamento”.

Ci auguriamo naturalmente che la carne degli animali ritratti nelle immagini non sia finita sulle tavole dei consumatori, ma sembra tuttavia strano tenere delle bestie ammalate in spazi angusti, sporchi e privi – almeno da quel che mostra il video – di accorgimenti per il benessere animale.

“I topi? Un problema vero”

La nota di Amadori prosegue: “La presenza di topi in allevamento, specialmente nelle ore notturne, come evidenziato dalle immagini, è certamente un problema che impegna tutti gli allevatori: la nostra azienda investe notevoli risorse per mettere in atto piani di derattizzazione concordati e verificati regolarmente dalle Asl, ma è evidente che all’interno degli allevamenti di suini in piena campagna è difficile riuscire ad eliminare completamente la presenza di topi, anche se questo non ci impedisce di andare alla ricerca di metodi sempre più efficaci per ridurre al minimo il problema”. E sulla questione del benessere animale dall’azienda precisano: “L’azienda ha attivato da anni un piano di investimenti significativo per rimodernare e ristrutturare gli allevamenti pre-esistenti, e adeguarli ai più recenti standard di benessere animale e di biosicurezza. Ribadiamo comunque che tutti gli allevamenti della nostra azienda rispettano le normative europee e italiane sul benessere animale, e sono sottoposti a controlli regolari effettuati da veterinari interni ed esterni all’azienda”.

Antibiotici: “Allunghiamo il periodo di sospensione”

Sulla questione dell’utilizzo degli antibiotici e della problematica dell’antibiotico-resistenza, oggetto della trasmissione di ieri sera, Amadori spiega: “Per quanto riguarda gli antibiotici, ricordiamo che la nostra azienda ricorre al loro uso solo a scopo curativo, mai preventivo, e solo nei casi ove sia strettamente necessario, individuati in accordo coi veterinari, secondo i limiti e i vincoli imposti dalla vigente normativa. In casi di utilizzo di antibiotico, gli animali vengono avviati alla macellazione solo dopo il superamento del “periodo di sospensione”, cioè il tempo necessario affinché il farmaco sia smaltito prima che l’animale venga avviato alla macellazione e quindi al consumo, condizione che viene puntualmente verificata dai veterinari pubblici, sia in allevamento, sia in fase di macellazione. In ogni caso, la nostra scelta è quella di allungare sempre il tempo di sospensione richiesto dalla normativa”.

“Il nostro piano di riduzione degli antibiotici negli ultimi 3 anni ci ha consentito – concludono dall’azienda – di ridurne l’uso nella filiera pollo e tacchino di circa il 50%. Siamo i primi in Italia nell’allevamento di polli all’aperto, con oltre 100 allevamenti in Puglia, abbiamo scelto di ridurre volontariamente la densità negli allevamenti di polli, in alcune nostre linee. Abbiamo un piano di formazione ampio e strutturato rivolto a tutti gli operatori: a partire da gennaio 2014 sono oltre 230 i dipendenti che hanno ottenuto il patentino europeo per il benessere animale, rilasciato in seguito al corso di formazione organizzato in collaborazione con le Asl e le Regioni”.

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enrico cinotti

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