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Consegna a giorni alterni, Poste “congela” il piano industriale

Il postino continuerà a bussare tutti i giorni. Poste Italiane, infatti, ha abbandonato – almeno per il momento – il piano industriale che prevedeva la consegna a giorni alterni in 5300 piccoli comuni. La decisione arriva dopo l’ennesima bocciatura di un tribunale amministrativo. Come scrive Lastampa.it, il Tar Toscana ha accolto il ricorso del Comune di Zeri (Massa Carrara), bloccando la riduzione da 6 a 3 mattine dell’apertura dell’ufficio postale. Ma prima c’erano state decisioni identiche per Olevano di Lomellina (Lombardia), Mutignano (Abruzzo) e 57 piccoli comuni toscani. Secondo i giudici il servizio postale è un diritto non comprimibile per ragioni economiche dell’azienda.

La chiusura degli uffici postali era uno degli elementi portanti del piano industriale dell’amministratore delegato Francesco Caio per fronteggiare l’inevitabile calo della corrispondenza (-6,5% tendenziale nel primo semestre 2015, -11,6% i volumi) e per dedicarsi con maggiore attenzione al business più redditizio per la società, quello finanziario (ricavi nel primo semestre 2015 pari a 2,35 miliardi).

Tuttavia il piano aveva incontrato il parere contrario, innanzitutto, dei comuni interessati (che si sono rivolti al tribunale amministrativo che ha dato loro ragione, poi delle associazioni dei consumatori, che si erano appellate all’Agcom per cercare di frenare l’idea imprenditoriale dell’ad. E, da ultimo dell’Europa, che proprio qualche settimana fa in una lettera indirizzata all’Autorità garante, ha ribadito che il diritto alla comunicazione tra cittadini può essere limitato solo “in circostanze geografiche eccezionali”, ma al momento l’area in cui la restrizione è stata applicata comprende anche città in cui tali circostanze sembrano tutt’altro che presenti, e che invece devono fare i conti con quintali di posta non consegnata che giacciono in attesa dei postini.

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Valentina Corvino

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