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Ttip, studio UE: i prezzi medi saliranno e peseranno sui più poveri

Una bozza di studio sostenuto dalla Commissione europea avverte che il Ttip, il contestatissimo trattato commerciale in discussione tra Ue e Usa, potrebbe portare ad un aumento del prezzo medio dei beni di consumo di circa il 0,3%, mentro alcuni prodotti non salutari – come lo zucchero e l’alcool – potrebbero al contrario vedere un incremento del consumo, a causa dei prezzi più bassi. Come riportato dal portale FoodNavigator, Monique Goyens, direttore generale dell’Organizzazione europea dei consumatori (BEUC), ha dichiarato che la prospettiva di aumentare i prezzi medi dei beni di consumo “Non è quello che era stato detto ai consumatori quando sono iniziate le negoziazioni tre anni fa”.

Colpite le fasce più povere

“I prodotti più economici dovevano essere il beneficio principale per il consumatore, ma tale affermazione è ora in pericolo “, ha aggiunto Goyens. Secondo lo stesso report, “per la maggior parte dei nuclei familiari”, questo aumento di prezzi dovrebbe essere “più che compensato dall’aumento dei salari”, oltre alla possibilità che questi aumenti siano “sovrastimati”. Siamo dunque sul piano del “possibile” e dell”auspicabile”. tanto che sempre la bozza di studio aggiunge: “Se il  TTIP colpisce i prezzi dei prodotti alimentari più di altri beni di consumo, l’impatto della spesa per i poveri sarà più grande rispetto ad altri gruppi economici”.

La commissione getta acqua sul fuoco

Cecilia Malmström, Commissario europeo per il commercio, ha messo le mani avanti, invitando a non prendere troppo sul serio le cifre dello studio.  “Inutile dire che, essendo una bozza che ora dovrà essere esaminata dalle parti interessate, questa valutazione va presa con le pinze”, ha detto Malmström . “L’analisi economica si basa su un modello, con molte ipotesi e avvertimenti.” “Dovremmo quindi essere prudenti quando si analizzano i numeri, soprattutto quando si tratta di cose come i dati di mercato che possono dipendere da molti altri fattori”, ha aggiunto.

Aumento dei consumi di cibi non salutari

Ad ogni modo, lo studio sottolinea il potenziale di aumento del consumo di ‘materie prime non salutari’ a causa dell’abbassamento dei prezzi per prodotti come tabacco, alcool, zuccheri. Afferma il report: “In effetti, la liberalizzazione delle tariffe potrebbe portare ad un aumento del consumo di ‘materie prime malsane’. Ciò potrebbe potenzialmente influenzare il diritto umano alla salute in Europa “, afferma il rapporto, che arriva anche qui ad una conclusione sugli effetti per classe social: “Questo potenziale effetto negativo sarebbe sproporzionatamente più elevato per gli strati della popolazione con reddito più basso (dato che il cibo è una quota maggiore della loro spesa).”  Secondo la bozza, infine, suggerisce che il Ttip favorirebbe il settore delle bevande europee, come vino, birra e superalcolici, mentre il settore della carne sarebbe probabilmente penalizzato dall’accordo.

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Lorenzo Misuraca

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