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Mucca pazza, Francia paese “controllato”. Più ispezioni in Italia

Si ritorna a parlare di mucca pazza. Dopo il caso di Bse (encefalopatia spongiforme bovina) riscontrato in Francia in un bovino di cinque anni morto in una stalla dell’Ardennes, la Commissione europea ha revocato lo status di rischio “trascurabile” alla Francia. La decisione ha avuto ripercussioni anche nel nostro Paese dove il ministero della Salute ha diramato ai Servizi veterinari regionali e alle associazioni di categoria, misure sanitarie di immediata applicazione.

Francia declassata dopo un anno

E’ il Regolamento 999/2001 – approvato in piena emergenza mucca pazza –  a stabilire che gli Stati membri, i paesi terzi o le loro regioni («paesi o regioni») vadano classificati in base alla loro qualifica sanitaria relativa all’encefalopatia spongiforme bovina (Bse) in una delle tre categorie seguenti: rischio trascurabile di Bse, rischio controllato di Bse e rischio indeterminato di Bse. Dopo il caso francese di qualche settimana fa, l’Organizzazione mondiale per la salute animale (Oie) è stata costretta a revocare lo status di rischio “trascurabile” alla Francia ottenuto appena un anno fa, nel maggio 2015 e a inserire il Paese d’Oltralpe tra quelli a rischio “controllato” insieme, tra gli altri, a Spagna e Lituania.

Le misure approvate dal ministero della Salute

Il nostro ministero della Salute ha diramato una nota per chiarire le procedure per la rimozione di taluni materiali specifici a rischio (Msr) da bovini macellati di provenienza francese. In particolare, il documento indica come devono comportarsi i servizi veterinari delle Asl per l’eliminazione del materiale specifico a rischio.

E cioè:

  • il cranio ad esclusione della mandibola e compresi il cervello e gli occhi, il midollo spinale degli animali di età superiore ai 12 mesi;
  • la colonna vertebrale, escluse le vertebre caudali, le apofisi spinose e i processi traversi delle vertebre cervicali, toraciche e lombari e la cresta sacrale mediana e le ali del sacro, ma inclusi i gangli della radice dorsale dei bovini di età superiore a 30 mesi;
  • le tonsille, gli ultimi quattro metri di intestino tenue, il cieco e il mesentere dei bovini di qualunque età.

Inoltre, per le condizioni non ancora conclusive riguardo la possibile origine dell’infezione, viene comminato il rintraccio e i trattamenti degli organi e tessuti e dei prodotti che li contengono dei bovini provenienti dall’azienda francese focolaio di Bse.

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Valentina Corvino

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